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Alitalia, rotto il fronte del no

Si profila lo sciopero generale

Alitalia, rotto il fronte del no
Impossibile esprimere le proprie posizioni e il proprio parere, per questo motivo si è incrinato il fronte del 'no' dei sindacati autonomi che non hanno aderito al piano di salvataggio di Alitalia. E si profila lo sciopero generale.
 L'Anpav, l'associazione degli assistenti di volo, ha dunque lasciato l'assemblea organizzata a Fiumicino e convocata dalle sigle autonome che non hanno sottoscritto l'accordo con Cai sui contratti e i criteri di assunzione. La causa? "L'impossibilità di manifestare le proprie ragioni, a fronte di una contestazione sicuramente precedentemente organizzata, che non ha permesso di esprimere la propria posizione": con queste parole il presidente dell'Anpav, Massimo Muccioli, ha in pratica parlato di "un vero e proprio agguato predisposto dai compagni e amici della cordata del no". Che ha dunque portato l'Anpav a intraprendere una strada del tutto personale. "L'associazione, ha sottolineato Muccioli, "in piena autonomia deciderà nelle prossime ore e nei prossimi giorni in base a chiarimenti e novità che possano eventualmente convincerci ad aderire o meno all'accordo".
Muccioli parla anche di "preconcetto assurdo", che consiste nell'aver "sottoscritto (lo scorso settembre, ndr) l'accordo a Palazzo Chigi solo qualche ora prima del fronte del no. Un atto compiuto nella consapevolezza della necessità di andare alla sottoscrizione dell'accordo, così come in tempi successivi anche le altre sigle hanno sottoscritto e accettato. Diversa cosa era ed è la presa di posizione di non firma dell'accordo del 31 ottobre, in quanto mancante di alcuni chiarimenti e rassicurazioni precedentemente garantite". Lasciando l'assemblea, Muccioli ha quindi "denunciato, a livello personale, un vero e proprio agguato".
Solidarietà a Muccioli è stata espressa dalla Fit Cisl: "Impedire al presidente dell'Anpav di esprimere le proprie opinioni - si legge in una nota - la dice lunga sul clima di faziosità che si è voluto costruire attorno alla vertenza Alitalia. Emerge in modo chiaro come questo appuntamento sia stato voluto e costruito in un clima intimidatorio che non è in alcun modo giustificato dai contenuti di un accordo che offre garanzie e tutele ai lavoratori di Alitalia".
Tra i dipendenti del 'fronte del no' c'è molta preoccupazione. Sui i volantini affissi fuori dalla sala a Fiumicino si legge: "Cai contro la famiglia, contro le donne, contro le madri, contro i lavoratori". Un dei comandanti presenti all'assemblea ha dichiarato: "C'è stata una chiusura troppo forte da parte della Cai verso i lavoratori, una mancanza del rispetto degli accordi firmati a Palazzo Chigi; a questo punto anche la Cai deve fare un passo indietro".

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  • lucaleoni

    05 Gennaio 2010 - 21:09

    Inutile giocare o prenderci in giro, su Alitalia l'informazione è volutamente distorta ad uso e consumo soprattutto della politica. Ho una posizione più o meno "privilegiata" (parola da usare con attenzione in questi giorni), per quanto riguarda lo sviluppo quotidiano della vicenda. Nonchè conosco "benino" tutta la vicenda Alitalia e la storia della compagnia e la storia del trasporto aereo. Passione ed esperienze personali mi hanno fatto seguire da anni tali sviluppi, e nello stesso tempo mi sono affacciato nel mondo del giornalismo (anche se non sono un giornalista) studiando qualche esame all'università, anche se ora faccio tutt' altro. Breve premessa per far intendere quanto ci posso rimanere male quando vedo una vicenda che ha un percorso di un certi tipo, mentre l' informazione ne da completamente un' altra versione, dividendo per lo più e quasi i "buoni" e i "cattivi". Perchè, ad esempio, nessuno dice o scrive che venerdì scorso i piloti convocati a palazzo chigi non sono nenache stati messi in condizione di sedersi al tavolo per trattare, nonostatante appena 2 giorni prima sia arrivata una proposta di contratto CAI completamente diversa rispetto a quello che a settembre si era valutato di affrontare? Perchè le agenzie hanno subito battuto testi come "i piloti non trattano", "il fronte del no", etc.? Questo è solo un piccolissimo esempio che sottolinea quanto sia viziata l' informazione in questa vicenda, e come i giornalisti segueno per lo più semplici ordini di scuderia di direttori ed editori, punto e basta. Vivimo in un epoca dove il sistema Italia sta piano piano affondando e alitalia è solo l'inizio e solo una parte di questa. Tutti sono nemici di tutti, ogni lavoratore ha la sua casta di appartenza e varie caste contro cui inveire, mentre l'informazione alimenta questo meccanismo, e i poteruncoli (quelli veri) continuano a fare acchiappate a destra e sinistra usando soldi di altri e fingendosi promotori di un cambiamento. Tutti gli altri (elettori fino a quando non sono lavoratori da sbattere fuori) davanti alla televisione a parlare male del vicino pilota privilegiato e dell' amico insegnate fannulone con 3 mesi di vacanza l'anno e del cognato che ha trovato lavoro da raccomandato al comune... e così via... Ci si lamenta fino a quando non tocca a noi sfruttare qualche occasione, raccomandazione o privilegio, visto che in fondo "tanto è tutto così", e torniamo a fare sonni tranquilli sperando di non perdere i risparmi in banca e cercando di capire come pagare l'affitto pure questo mese. Potrei dilungarmi, ma tanto nessuno legerebbe e a nessuno intereserebbe, allora concludo solo dicendo che a me questo tipo d'informazione populista, buonista, distorta e nei casi peggiori semplicemente serva del potere di turno, a me non piace. Frega qualcosa a qualcuno? non credo, ma resto della mia modesta opinione, continuando a guardare lo show dell'informazione e dedicarmi da bravo spettatore al "nostro" "Election Day" Americano, prendendo posto sugli spalti dell'informazione e tifando anche io, come se fosse una partito di calcio. Luca Leoni

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  • brasskit

    06 Novembre 2008 - 13:01

    Non ho mai condiviso l'atteggiamento di piloti, steward e hostess: mi è sempre sembrato presuntuosamente corporativo e privo totalmente di umiltà. Ma si rendono conto che la loro compagnia era fallita? Non è arrivato il momento che mettano in soffitto il metodo del no-sempre-e-comunque? Chi si credono di essere per tirare tanto la corda davanti a tutta la nazione? Si guadagnino lo stipendio facendo i sacrifici che fanno tutti i lavoratori italiani, che sono stati oltretutto coloro che inconsapevolmente hanno permesso a piloti e compagnia bella di accaparrarsi tutti i previlegi di cui sono stati beneficati dai politici. E' ora che la cuccagna finisca.

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  • micael44

    05 Novembre 2008 - 18:06

    Egregio Sig.Luca Leoni,sa perchè a nessuno importa dei nostri piloti e delle cameriere di lusso (dette hostes)? Perchè il popolo è convinto che il disastro dell'Alitalia è stato causato anche da loro.Nulla hanno segnalato, forti degli stipendi d'oro, quando la loro società era sull'orlo del fallimento.Ed ora si arrabbiano? Io li manderei a casa.

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  • gialloni21

    05 Novembre 2008 - 17:05

    luca leoni ha un infiltrato a palazzo chigi, che gli ha detto cosa è successo tra cai, letta e sindacati. i conti riferiti non tornano. cattivo infiltrato o cattivo interprete. alla stazione d'arezzo uno speaker disse: " e' in partenza sul terzo binario diretto per roma ; chi c'è, c'è: chi non c'è l'ha preso in .....". a torto gli fu fatto rapporto.

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