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Editoria, contributi ridotti

a quattro milioni a giornale

Editoria, contributi ridotti
Slitta di un anno, al primo gennaio del 2010, l’applicazione del nuovo regolamento sull’editoria varato dal governo. Lo ha comunicato ieri alla commissione Cultura di Montecitorio, illustrando pure alcune modifiche al testo iniziale, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti. Il portavoce di Silvio Berlusconi sta lavorando da mesi alla nuova legge che dovrebbe scongiurare sprechi e razionalizzare la spesa. E che rischia di avere conseguenze pesanti sul mondo dell’editoria. Bonaiuti ha annunciato ieri che nell’ottica di diminuire i costi viene dunque fissato "un limite generale massimo ai contributi erogabili, sia diretti che indiretti, pari a quattro milioni" ogni anno. "Data la crisi e quindi i dovuti tagli a ogni settore", ha sottolineato, "abbiamo ritenuto che non si potrà andare oltre a tale soglia".

Paolo Emilio Russo su Libero di giovedì

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Commenti all'articolo

  • spalella

    21 Novembre 2008 - 18:06

    Contributi statali? va bene che in teoria i giornali hanno il compito sociale di informare, ma mica servono centinaia di libelli per farlo. Chi meglio informa, meglio campa, se campa. Questo è il mio concetto.

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  • sebrisi

    21 Novembre 2008 - 18:06

    caro gasparotto, tu affermi che lo stato oltre che finanziare la stampa ... finanzia tutti. Proviamo a chiedere un finanziamento statale? Credo che non otterremmo neanche la carota che ci viene data oggi.

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  • gasparotto

    21 Novembre 2008 - 13:01

    Libero non è diverso dagli altri, caro Balsamo e GiudaMaria. Prendono soldi per l'editoria il gruppo l'Espresso, la Rizzoli Corriere della Sera , l'Unità, il Manifesto, il Riformista, Liberazione.... e tutto il cucuzzaro.Se c'è da prendere non vedo perchè bisogna rinunciare. Anche Prodi diceva che bisogna pagare le tasse e che la sanatoria era una czzata di stato. Però fu uno dei primi ad usufruirne, per il figlio; disse che era sato il suo commercialistra, lui non c'entrava.. Libero è nato di getto, Feltri lo ha creato con pochi volenterosi al seguito, senza un editore che lo finanziasse. Di poi fu capito d Angelucci che lo appoggiò, salvo a fare quella brutta fine. Di seguito è andato avanti con le sue gambe. Ora pare che abbia un suo editore che ripone in lui piena fiducia. Ha raggiunto in poco tempo più di 250mila copie. Non è da tutti, mentre altri giornali stanno licenziando e sulla soglia della chiusura definitiva, compresi molti giornali di partito. Babbo stato non finanzia solo l'editoria, finanzia tutti. E' lo stato sociale, una tenie che divora le risorse attive, inventato dalle iene socialiste e cattocomuniste.

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  • 1581935

    21 Novembre 2008 - 13:01

    4 milioni, anche ai numerosi giornali di partito tipo il "campanile" di Mastella che stampa 120 mila copie che finiscono al macero????? e lui incassa il contributo, e poi dal 2010, intanto i pensionati, le famiglie vanno ecc.vanno a rovistare nei cassonetti? non eravamo d'accordo così con Berlusconi...

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