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Crolla soffitto, muore 17enne

Gelmini: mai più tragedie così

Crolla soffitto, muore 17enne
Il crollo di un controsoffitto al liceo scientifico Darwi di Rivoli, in provincia di Torino, ha provocato la morte di Vito Scafidi, studente di 18 anni e il ferimento di altri 20 ragazzi. Quattro versano in gravi condizioni; uno di loro ha riportato una frattura vertebrale; rischia di rimanere paralizzato. I giovani feriti sono stati portati in quattro ospedali diversi i giovani che sono rimasti feriti o contusi. Lo precisa la centrale operativa del 118 sottolineando che i più gravi sono due e sono stati trasportati all'ospedale Cto di Torino. Altri nove, meno gravi, sono stati ricoverati negli ospedali di Rivoli e al Martini di Torino. Nell'incidente sono rimasti contusi altri dieci giovani che sono stati portati al San Luigi di Orbassano. Secondo le prime ipotesi formulate dai tecnici che hanno effettuando i rilievi all'interno della  4 G, la classe in cui si è verificato l'incidente, alla base del crollo otrebbe esserci  il cedimento di un tubo di ghisa, tra il soffitto e la controsoffittatura.
"Abbiamo il dovere di dare una spiegazione in tempi rapidi a questo dramma", ha sottolineato il procuratore aggiunto di Torino, Raffaele Guariniello, al termine del sopralluogo effettuato nella scuola. "La morte dello studente",  ha aggiunto il pm Parodi, "è avvenuta per un violento trauma. Abbiamo comunque disposto l'autopsia, ma adesso l'importante è capire perchè è accaduta questa tragedia". La scuola è un edificio dei primi anni del Novecento, situato sulla collina di Rivoli. Nato come seminario, ha subito l'ultima ristrutturazione negli anni Settanta quando è stata realizzata una nuova ala dell'edificio. L'incidente si è verificato nella parte vecchia dell'istituto.
"Non si può morire così, non si può morire a 17 anni", si disperano i familiari di Vito Scafidi, che dopo l'incidente si sono recati prontamente all'istituto dove si trovava il figlio.
"È una vergogna che in una scuola succedano queste cose", ha accusato la madre di Andrea M, il ragazzo che ha riportato la frattura vertebrale; "Siamo preoccupati", ha ribadito il padre, "speriamo non rimanga paralizzato. Se dovesse succedere non so come potrebbe reagire".
Quanto accaduto  non è considerato "una fatalità" da Mimmo Pantaleo, segretario generale della Flc-Cgil, che sottolinea "la pessima condizione degli edifici scolastici nel nostro paese. Una questione annosa che denunciamo da tanto tempo. La gran parte degli edifici non è conforme alle norme di sicurezza e sono fatiscenti, la legge 626 non è applicata. Molte scuole sono a rischio", spiega il sindacalista, secondo il quale "quanto accaduto può succedere ogni giorno".
Dal canto suo il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, durante la visita al l'ceo scientifico di Rivoli, ha comunicato di aver "chiamato il ministro Fitto perchè vorrei una convocazione della conferenza unificata regioni, province e comuni perchè ogni ente in base alle proprie competenze e responsabilità faccia tutto il possibile perchè tragedie di questa natura non capitino più. Come governo già all'interno del decreto sulla scuola abbiamo previsto un articolo che focalizza l'attenzione, ma anche delle risorse sulla sicurezza a scuola, in modo particolare nelle zone sismiche. Abbiamo distribuito 300 mln di euro nel 2008 proprio sulla sicurezza e con il sottosegretario alla presidenza Bertolaso abbiamo avviato un piano per mettere in sicurezza le 100 scuole meno sicure d'Italia".

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Commenti all'articolo

  • LuigiFassone

    25 Novembre 2008 - 15:03

    Ripeto: Berlusconi ha espresso una sua privata opinione,a volte anche chi lo sostiene ha l'impressione che se ha una opinione privata,visto il clima che si è creato,farebbe bene ad esprimerla in privato. Lungi da me criticare il Capo della procura,Dott. Guariniello (non ne avrei neppure la competenza) ma la sua convinzione ,espressa oggi,che non esiste "fatalità" mi pare un tantino azzardata,a meno che non abbia già prove che ancora non può rendere pubbliche . Quello che non si può dire di questo personaggio è che sia uno dei tanti "fannulloni della Giustizia",perchè è sempre a mezzo, evidentemente è parente di "Stakanov" . Qui c'è poco da fare,se i lavori furono eseguiti anni fa, e perdite non se ne vedevano (strano,l'umidità fa delle chiazze visibilissime...),come avrebbe potuto sospettare la Preside e gli addetti ai controlli che proprio lì sotto c'era del marciume galoppante tra il pavimento dello stesso locale e il soffitto sottostante e pure un pesante tubo in bilico,tenuto da "tiranti" ? C'è solo da aspettare,per ora fiduciosi,che il Dott.Guariniello ci documenti "tecnicamente" cosa è successo.

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  • ercole.bravi

    24 Novembre 2008 - 12:12

    Siamo al paradosso! Mi occupo della sicurezza sul lavoro, e per motivi "sindacabilmente" chiari, in un istituto scolastico non è possibile entrare......Le strutture sono, al 90% da chiudere, ma è la solita storia che si ripete. Se fosse stato un privato avrebbe avuto addosso gli occhi di mille uffici per i controlli, appena si tratta di una struttura pubblica....la neve si scioglie con il primo sole. Quanti edifici pubblici meriterebbero di rimanere aperti.....se dovessero applicare le leggi e le norme solo in materia di sicurezza? Per buona pace di quelle sulla privacy, sul divieto di fumo, ecc.ecc.ecc Che poi sia la colpa di Silvio, mi sembra ovvio.....in sei mesi non puoi non avere mandato le ispezioni in tutti gli edifici scolastici e avviato i lavori di messa in sicurezza!! Sentire queste cose fa veramente schifo, e chi accusa il governo di colpe e incapacità meriterebbe una denuncia per offesa all'intelligenza! Nessuno ricorda che la Gelmini disse che gli istituti dovevano diventare riferimento principale anche dal punto di vista della sicurezza e dell'accoglienza; che le nostre scuole sono fatiscenti....se continuiamo a foraggiare stipendi per il secondo terzo e ...ennesimo maestro, le risorse mancano! Ipocrisia allo stato puro, forza governo tira dritto e non farti trascinare da queste bassissime provocazioni

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