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La Spagna: "Via dalle scuole"

È polemica sul crocifisso

La Spagna: "Via dalle scuole"
La lotta contro la presenza del crocifisso nei luoghi pubblici si è scatenata anche in Spagna. E dopo la sentenza del Tribunale spagnolo di Valladolid che ha ordinato a una scuola pubblica di rimuovere il crocifisso dalle aule e dagli spazi comuni, il Psoe di Castiglia e Leon vuole rimuovere il simbolo sacro della cristianità da tutte le scuole pubbliche della regione. La denuncia era scattata tre anni fa per mano del padre di un'alunna e dall'Associazione culturale scuola laica. Nella motivazione del provvedimento, il magistrato segnala che la presenza di simboli religiosi in una scuola pubblica non è prevista dallo Stato spagnolo, perchè attenta ai principi fondamentali di uguaglianza e libertà religiosa e di culto di individui e comunità sanciti dalla Costituzione. Il primo pronunciamento giudiziario ha suscitato, comeprevisto, reazioni e polemiche. Anche e soprattutto oltre i confini iberici.
L'arcivescovo di Toledo Canizares, parlando a nome di tutta la Chiesa, lancia l'accusa di "cristofobia".
Reazioni anche nel mondo politico italiano: se da un lato l'Unione degli atei e degli agnostici razionalisti italiani saluta con favore la sentenza spagnola, sottolineando come "la rimozione dei crocifissi dagli edifici pubblici è una tendenza che si sta affermando in tutta l'Unione europea: solo l'Italia rimane estranea a questo orientamento di rispetto verso tutti coloro che in società sempre più secolarizzate e plurali non si riconoscono nel simbolo del cristianesimo, dall'altro c'è chi parla di "amnesia e necrosi della cultura europea" (Osservatore Romano).
"La laicità dello Stato è un principio troppo serio per essere ridicolizzato, come è avvenuto in Spagna", si affretta a commentare il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini. Analoga la posizione assunta da PdL e Lega. Così l'esponente del Pdl Michaela Biancofiore: "La decisione del giudice spagnolo, il quale ha ordinato di togliere tutti i crocifissi presenti negli edifici scolastici, è sbagliata e offensiva. In nome di un malinteso principio di laicità che lo Stato dovrebbe riconoscere e difendere, nel paese iberico si continuano a calpestare le tradizioni, i valori, i simboli su cui si fonda la società europea. A questo ennesimo affronto subito dalla religione cattolica in terra di Spagna, dobbiamo rispondere con coraggio, con grande determinazione". Dal canto suo il ministro per la Semplificazione Normativa e Coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord, Roberto Calderoli, sostiene che "il crocifisso non è solo un simbolo religioso, ma è il simbolo di quei valori su cui abbiamo costruito la nostra storia e la nostra civiltà. Se si vuol rinunciare alla propria storia e ai propri valori significa che la crisi che sta colpendo il mondo non è solo una crisi economica, ma qualcosa di molto più grave e questo mi preoccupa molto. Le crisi economiche si superano solo partendo dai valori, diversamente ci sarà l'Apocalisse".
Su posizioni assolutamente agli antipodi  Paolo Ferrero, segretario del Prc: "La rimozione dei crocifissi dagli edifici pubblici, come è stato deciso da una sentenza della magistratura nella civile Spagna, è un atto giusto, apprezzabile e, soprattutto, che indica una profonda laicità di quello Stato, non certo il suo laicismo, ma che indica come la Spagna sia davvero un Paese non confessionale. Si tratta di un segnale importante. Dovremmo fare lo stesso anche da noi in Italia".

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Commenti all'articolo

  • brasskit

    26 Novembre 2008 - 12:12

    La Spagna è un paese di cultura cattolica e di sentimento cattolico, al punto che la maggior parte degli spagnoli non avrebbe tolto il crocefisso. Per cambiare questo stato di cose è stato necessario un atto violento, perpetrato però da un'autorità che ha le credenziali per poterlo fare: la magistratura. Così un giudice NON ELETTO dal popolo si permette di parlare in nome del popolo. E' uno sconfinamento indebito. I magistrati devono applicare le leggi vigenti e non devono assolutamente farle, sostituendosi a chi le leggi le deve fare in quanto eletto dal popolo, cioè il parlamento. Credo però che in questo caso Zapatero desiderasse che il crocefisso venisse tolto dagli edifici statali, ma non lo ha fatto per non perdere consenso politico. Queste furbate (leggi: vigliaccate) si pagano, la gente non ha le fette di salame sugli occhi! Anche in Italia si sta assistendo ad un tentativo di metamorfosi della magistratura: vogliono fare le leggi senza riferirsi al codice esistente. Si accomodino, ma solo dopo essere stati eletti direttamente dal popolo. Finché sono degli unti, per elezione e per stipendio, si accontentino del loro orto e vedano di fare funzionare la giustizia: di ciò i cittadini sarebbero soddisfatti e ringrazierebbero.

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  • LuigiFassone

    25 Novembre 2008 - 21:09

    Noi occidentali , quando ci mettiamo di buona lena, arriviamo a spunti di stupidità abissale,e nel contempo siderale. Ci tagliamo gli ammennicoli da soli. Se si va all'eccesso , e qui,se andiamo avanti di questo passo,ci si arriverà,pensate per un attimo ad una Legge che in Arabia Saudita (sarebbe il Vaticano, e l'Italia del Cristianesimo, per l'Islam) proibisse agli islamici di recarsi a pregare in Moschea. Ma in Spagna,i referendum esistono oppure no ?

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  • allengiuliano

    25 Novembre 2008 - 17:05

    La Spagna di Zapatero, un nome e un programma, è entrata nel buio dell'anti cattolicesimo dovuto al governo socialista e ai giudici "vermigli". La Santa Spagna ha perso tutto quanto di buono aveva. Finito il boom dei soldini finita la festa. Il mio mestiere (1° Ufficiale di coperta) mi ha portato molte volte in quel paese e i ricordi di qualche bella "senorita" li ho ancora. Ricordo una volta che dopo qualche ora passata in compagnia nel rivestirsi spuntò una medaglietta della Madonna attaccata al reggiseno, alla mia osservazione,Lei rispose che era molto credente!! Altro che la Spagna di Zapatero.....

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  • Enzo47

    25 Novembre 2008 - 15:03

    Qual'è la novità, la cristianofobia l'abbiamo in casa nostra, senza andare troppo lontano basta ascotare certe prediche per rendersene conto. I preti rossi non sono una cosa astratta, i Don Gallo potrebbero benissimo infischiarsene del crocifisso, il loro Dio alloggia altrove. Famiglia Cristiana sa molto di mussulmana, la cristianità è da considerarsi un optional per certo giornalismo schierato. I cristiani vengono scacciati dappertutto, mentre noi porgiamo la guancia in segno di fratellanza o di sottomissione? Per fortuna nostra che il Padreterno ce ne ha date solo due. Amen. Enzo varese

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