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Alfano rassicura i pm:

Non vi taglieremo le unghie

Alfano rassicura i pm:
Nel giorno in cu le Procure di Catanzaro e Salerno sotterrano l’ascia di guerra sull’inchiesta “Why not”, il ministro della Giustizia Angelino Alfano è intervenuto sul ruolo e i compiti dei pubblici ministeri: “Rivedere i poteri del pubblico ministero non credo sia tagliare le unghie ai magistrati”, ha dichiarato nel corso della registrazione della puntata di “Porta a porta”. “Io credo non ci sia nulla di male – ha proseguito Alfano - nel far sì che l’attività di ricerca della notizia di reato sia affidata a dei professionisti, la polizia giudiziaria”. Il Guardasigilli ha sostenuto che “oggi il cortocircuito nasce dallo scarso confine che c’è tra le competenze del pm e quelle della polizia giudiziaria”. Alfano ha detto di ritenere importante segnare “un confine preciso” tra le loro competenze, precisando che non intende “affidare tutto alla polizia giudiziaria, ma il sistema attualmente in vigore ha reso le forze della polizia giudiziaria estranee alla ricerca delle notizie di reato”.
Concentrandosi sull’affare De Magistris, Alfano ha voluto precisare che “questa vicenda triste, che ha gettato l’onta di scarsa credibilità sulla magistratura, non ha accelerato il progetto di riforma della giustizia”. “La riforma non è un capriccio, si deve fare. Tutta questa vicenda testimonia la necessità di una riforma della giustizia che così com’è non funziona”, ha continuato. E ha speso parole anche sul ruolo dei partiti in vista della riforma: “Non si può né improvvisare né abbandonare in partenza l’idea del dialogo”, ha dichiarato esprimendo parole di apprezzamento nei confronti dell’Udc e di Massimo D'Alema perché “si sono detti pronti ad una riforma, considerandola urgente”. Il Guardasigilli ha comunque aggiunto che se al termine del dialogo “con opposizione e Anm” non ci dovesse trovare una soluzione, il governo è intenzionato a procedere in ogni caso: “Intendiamo andare avanti se non troveremo consenso”.

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Commenti all'articolo

  • LuigiMorettini

    10 Dicembre 2008 - 19:07

    A Porta a Porta il "Tonno Palamara", Presidente dell'Anm, ha fatto la figura proprio del pesce bollito. L'incalzare delle repliche del Ministro Alfano alle sue logore sciocchezze lo hanno costretto in un angolo come un pugile suonato. Se questo è il Presidente dell'Anm, non meravigliamoci se la magistratura è precipitata tanto in basso. Palamara, al massimo, potrebbe rappresentare i bidelli delle scuole pubbliche. Avanti Ministro Alfano con la riforma, ripuliamo la Giustizia italiana da questi incapaci e faziosi impiegati di scarsissime qualità. Metta a punto una selezione seria e meritocratica che ci possa dare operatori della Giustizia in grado di onorarla e non squalificarla ed orientarla politacamente come si è verificato sino ad oggi.

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  • piero1939

    10 Dicembre 2008 - 15:03

    altroche' unghie gli dobbiamo tagliare le mani tanto non le fanno lavorare e poi la testa tanto non la sanno usare. pensano che solo perche' titolati (magari con lauree di gruppo alla PCI) e con le raccomandazioni un uomo puo' essere in grado di applicare la giustizia come un ingegnere od un neolaureato puo' prendersi cura di incarichi super responsabilizzati. ragazzi gavetta e gavetta anche per i magistrati. uno dovrebbe diventare giudice titolare dopo un non minimo di ventanni di esperienza fatta alle spalle di giudici con le palle.gli stipendi e' un'altra cosa. diamo a cesare quello che e' di cesare.

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  • mariarv

    10 Dicembre 2008 - 10:10

    le unghie magari se le fanno tagliare dalle mani cure ... all'ora tagliamogli gli alimenti. Basta agli adeguamenti automatici delle retribuzioni!

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