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Caso Napoli, Cacciari attacca:

Iervolino e Bassolino via

Caso Napoli, Cacciari attacca:

Il terremoto politico in Campania non si arresta. Il vicepresidente della Provincia di Napoli, Antonio Pugliese, ha indirizzato una lettera al presidente Dino Di Palma, comunicando la sua decisione di sospendersi dall’incarico coperto. “Le indagini della Procura di Napoli condotte sull’attività del Comune e della Provincia di Napoli vedono coinvolta la mia persona - scrive -. Nello spirito di una corretta collaborazione con te e con la Giunta, al fine di tutelare l’Istituzione provinciale, ti comunico la mia volontà di rimettere le deleghe”.
Nello stesso Partito democratico ormai si rincorrono commenti sfavorevoli sia nei confronti di Rosa Russo Iervolino che di Antonio Bassolino. Una forte presa di posizione è arrivata da Venezia, direttamente dal sindaco Massimo Cacciari, durante un intervento alla puntata di Porta a Porta che andrà in onda questa sera: “E’ una pura utopia che Bassolino e la Iervolino possano gestire il cambiamento; basta con i giri di parole, si devono dimettere”. “La classe politica – ha proseguito Cacciari – sia al Comune che alla Regione non è in grado di rinnovare alcunché. Queste persone avrebbero dovuto capire da tempo che il ciclo era già chiuso”. Il collega di Torino, Sergio Chiamparino ha chiesto alla Iervolino se si sente in grado di dare “un forte segnale di cambiamento”, mentre è molto più diplomatico il primo cittadino di Firenze, Leonardo Domenici, per il quale al momento si stanno verificando le condizioni di governabilità e quindi bisogna aspettare.
Romeo interrogato per quattro ore Quattro lunghe ore di interrogatorio nel carcere di Poggioreale. Faccia a faccia c’erano l’imprenditore Alfredo Romeo, il gip Paola Russo e i pm Raffaello Falcone e Vincenzo D’Onofrio. Lui, Romeo, arrestato nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti del Comune di Napoli, ha respinto ogni accusa di essere al centro di un sistema d’affari, definendo “di tipi amministrativo” ogni rapporto con esponenti politici delle giunte locali. I suoi legali, Francesco Carotenuto e Bruno Von Arx, hanno riferito che l’assistito ha negato tutti gli addebiti, sostenendo che negli ultimi venti anni Romeo si è aggiudicato un solo appalto del Comune (quello relativo al patrimonio comunale) e chiedendo poi ai pm di fissare un nuovo interrogatorio, che si terrà una volta conclusi tutti gli incontri del gip, dal momento che Romeo non ha ancora potuto approfondire tutti gli elementi contenuti nell’ordinanza di custodia cautelare. Tra le altre cose, in calendario sono previsti gli interrogatori dalla sua fidata collaboratrice, Paola Grittani, e del docente universitario Guido Rossi che, a detta degli inquirenti, avevano un ruolo di primo piano nella stesura di quelle bozze che avrebbero costituito i capitolati di delibere d’appalto fatte su misura per le aziende di Romeo.

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Commenti all'articolo

  • curatola

    19 Dicembre 2008 - 18:06

    dipietro ha le idee chiare,vuole un'opposizione che coalizzi diversi partiti all'insegna del giustizialismo anche se per farlo il pd risulterà il più sacrificato dovendo dare almeno un dieci percento dei suoi elettori.Forse si illude ma non é fesso.

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  • curatola

    19 Dicembre 2008 - 18:06

    il federalismo politico alla basso-iervolino nel pd non funziona.non é una via d'uscita dalla crisi: la cultura del comitern (poche menti guida) centralista non scomparirà mai,sta nel dna dei sinistri.

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