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Cristiano Di Pietro lascia l'Idv

"Vogliono colpire mio padre"

Cristiano Di Pietro lascia l'Idv
Chiamato in causa nell’inchiesta Global Service della procura di Napoli, Cristiano Di Pietro ha deciso di lasciare l’Italia dei valori. Lo ha fatto sapere attraverso una lettera indirizzata ai dirigenti locali e nazionali del partito, lettera che suo padre Antonio ha ripreso e pubblicato sul suo sito internet. Dopo le polemiche che erano esplose anche sul blog dell’ex pm di Tangentopoli, si chiude questa parte della vicenda, destinata comunque a continuare. Il leader dell’Idv considera “corretto e per certi versi forse eccessivo” il gesto del figlio Cristiano “visto che non è nemmeno indagato, ma lo rispetto e ne prendo atto”.
Lui, il diretto interessato, ha voluto ribadire che aver svolto il “dovere di consigliere comunale e provinciale senza aver mai infranto la legge. Eppure mi ritrovo tutti i giorni sbattuto in prima pagina se fossi un appestato. La mia unica colpa è quella di essere ‘figlio di mio padre’: per colpire lui stanno colpendo me”.  Una scelta, quella di abbandonare tutti gli incarichi, fatta con “sofferenza e dispiacere (soprattutto per la disumana ingiustizia che sto patendo)”.
La pensa diversamente Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl: “La decisione di Cristiano Di Pietro conferma la validità dei sospetti e non cancella la vicenda. Andremo avanti come un carro armato sulla questione morale che travolge l'Italia dei cosiddetti valori”. Gasparri ha colto l’occasione per criticare anche il giornalista Marco Travaglio: “Continua intanto la paresi di Travaglio che non scrive delle indagini di camorra su un uomo di Di Pietro e ignora lo scandalo di famiglia”.

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  • micael44

    31 Dicembre 2008 - 11:11

    Voglio dare una mano a Travaglio che dimentica di commentare sull'IdV e i suoi appartenenti o ex: Paride MASTELLA,arrestato; Gustavo GARIFO, arrestato; Andrea PROTO, condannato; Gaeteno VATIERO, arrestato; Mario BUSCAINO, indagato; Maurizio FERAUDO, indagato; Rudy D'AMICO,coinvolto in inchiesta; Aldo Michele RADICE, sotto processo; Ciro CAMPANA che circola su auto blu privata con lampeggiante e paletta, collaboratore di Cosimo SILVESTRO, capogruppo IdV. Quanto innanzi da articolo de il Giornale del 24.12.2008.

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  • micael44

    30 Dicembre 2008 - 19:07

    Egregio LEOS, lei lo conosce davvero di Pietro? Io si e le posso assicurare che non è proprio quello che vuol sembrare. Guardi che ergersi a fustigatore dei costumi e a, come pensa lei, sant'uomo, lo sanno fare tutti, specialmente quelli con il pelo sullo stomaco! La prego, mi creda: ho vissuto a Milano, ho lavorato nell'ambiente giudiziario, conosco...conosco...conosco!!!

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  • fonty

    fonty

    30 Dicembre 2008 - 16:04

    Qui sento odor di cristianucci.Infatti anche il figlo dell'esimio dp,nonchè detto manetta,è entrato a far parte della grande famiglia dei profittatori di Stato,quindi sia benvenuto tra loro!!Ora la nemesi storica si è avverata,anche Gesù aveva invitato chi senza peccato a lanciare la prima pietra,sapendo bene che nessuno lo era,e chi lo avesse fatto era solo falso ed ipocrita. Ha ragione ilcantodelgrillo,quando dice che a muovere dp sia stata principalmente l'invidia,invidia per il potere innanzitutto,senza capire quanto questo possa essere effimero senza un adeguato interiore supporto morale e onestà intellettuale,che penso proprio egli non possieda.

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  • basil28229

    30 Dicembre 2008 - 12:12

    a me pare che le dimissioni le doveva dare,il giovane Di pietro da consigliere,non dal partito.Mi preoccupa più che uno così,incline alla raccomandazione, sia all'interno delle istituzioni non nel partito di suo padre. Sarà poi il partito a decidere se il compotamento del virgulto è compatibile o meno con le regole che si sono dati. Mi rendo conto che il partito non retribuisce e l'incarico pubblico sì, ma caro ex ministro ,così è la vita.E, se giuste e virtuose sono le regole le dimissioni vanno date dalla carica non dal partito altrimenti facciamo ridere.

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