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Razzi su Israele dal Libano

Il Papa: cambiare leader

Razzi su Israele dal Libano

Un'organizzazione palestinese col permesso degli Hezbollah ha lanciato razzi  «Katyusha» sull'alta Galilea occidentale, nel nord di Israele, in prossimità del confine col Libano. E non è un bel segnale. La tensione nello stato Ebraico è salita, i porpositi di pace dimenticati prima di iniziare. I razzi dal Libano potrebbero anche significare, per Israele, l'apertura di un nuovo fronte di guerra: a sud contro i miliziani di Hamas, a nord contro i filopalestinesi legati agli Hezbollah. Il Papa, intanto, ha lanciato un appello per la tregua, giunto fuori tempo. "L'opzione militare non è mai una soluzione", ha detto Benedetto XVI: "Le prossime elezioni in Terra Santa portino dirigenti capaci di guidare il processo di pace". Per il papa "è' molto importante  che, in occasione delle scadenze elettorali cruciali che interesseranno molti abitanti della regione nei prossimi mesi, emergano dirigenti capaci di far avanzare con determinazione questo processo e di guidare i loro popoli verso la difficile ma indispensabile riconciliazione. A questa non si potrà giungere - ha aggiunto - senza adottare un approccio globale ai problemi di quei Paesi, nel rispetto delle aspirazioni e degli interessi legittimi di tutte le popolazioni coinvolte".

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  • gasparotto

    08 Gennaio 2009 - 19:07

    Sin dalla diaspora sancita dell'imperatore Adriano,il popolo ebraico ha dovuto subire angherie su angherie per poter sopravvivere,dalla santa inquisizione sino alla soluzione finale, che con i suoi campi di sterminio,Auschwitz,Birkenau,Dachau,Mauthausen,Buchenwald,Bergen,Mittelbau etc.etc. produsse sei milioni di morti.Va da sè che gli ebrei cercarono in tutti i modi di ritrovarsi in una terra, quella dei loro avi, dove ricreare la nazione ebraica, come preconizzava Theodor Herzl nel suo libro"Lo stato ebraico" primo precursore del sionismo politico.Cito al riguardo il pensiero di papa Pio X il quale non si mostrò favorevole al progetto sionista di fondare una patria , una nazione, in Palestina:"...gli ebrei non hanno riconosciuto nostro signore, perciò non possiamo riconoscere il popolo ebraico"....Ma l'ONU con una risoluzione nel 1947 voterà sì per lo stato ebraico in Palestina, persino il ministro russo Gromiko. Con la risoluzione ONU del 1947 ha fine il mandato inglese in Palestina ed inizizia l'era delle bombe, degli attentati, delle sofferenze e delle guerre.Potevano benissimo convivere in pace i due stati, secondo il progetto dell'allora ministro degli esteri Arthur Balfour, ma alla proclamazione dello stato ebraico nel 1948 gli arabi risposero con un duro attacco armato, allo scopo di distruggere per sempre Israele.Ebbero così inizio le tante guerre tra Israele ed Arabi.Gli arabiu ad attaccare, gli "ebrei" a difendersi ed a vincere sin dal 1948, quando il piccolo esercito sionista l'Haganah, di soli 20mila uomini, guidato da Ben Gurion, sconfisse quello arabo. Famosa la controffensiva ebraica, detta delle "dieci piaghe", condotta dal generale Yigal Allon, che schianta gli eserciti di Siria,Giordania,Egitto,Iraq e Libano. E così in seguito, dalla crisi di Suez alla guerra dei sei giorni, da quella del Kippur alle tante altre battaglie sempre vinte da Israele, costretta a difendersi ed a vincere. E chi vince occupa anche dei territori, come le alture del Golan strategiche per le artiglierie, la striscia di Gaza appena ristituita ai palestinesi ed occupata da Hamas.Il Sinai dove gli ebrei trovarono anche del petrolio e ridato all'Egitto dopo l'accordo di Camp David che sancì la pace tra Egitto, Giordania ed Israele.Ed ora? Ora gli arabi di Palestina ed i loro affiliati vogliono che Israele tolga definitivmente le tende ed insistono tenendo caldo il focolaio fino a che l'Iran realizzi la bomba atomica. Eppure c'è ancora gente che non ha capito un tubo su come vanno le cose in Palestina e tifano per la distruzione di Israele, paragonandola persino alla Germania nazista per metodi di sterminio. Per quanto mi riguarda Israele si difende, non è mai stata la prima a dichiarare la guerra, sin dai tempi di Ben Gurion. Da queste premesse si comprende come sia difficile il processo di pace, anche se la diplomazia da sempre si sta sforzando per arrivare ad una conclusione definitiva. Io penso che il processo sarà lungo , molto lungo. L'odio degli arabi per Israele è atavico e tenace e finchè Israele sarà considerato un corpo estraneo ed abusivo ci sarà sempre lo stato di allerta da quelle parti. Hai voglia Veltroni a dire che l'Italia deve fare di più e dicendo come se la pace dipendesse da Frattini o da Berlusconi. A qualcuno sfugge il contesto storico culturale di quelle popolazioni e forse Veltroni ne è un preclaro esempio.

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