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Torino, torna l'Onda anomala

Proteste contro la Gelmini

Torino, torna l'Onda anomala
L’Onda anomala, il movimento studentesco che fa la guerra al decreto Gelmini, è pronta a inondare l’Università di Torino il prossimo 2 febbraio, giorno di inaugurazione dell’anno accademico. Le prove generali sono state fatte oggi: fumogeni colorati, un’occupazione simbolica della biblioteca e lo striscione “niente da festeggiare, niente da inaugurare”. Questa mattina il rettorato dell’università era in mano loro, dei giovani di sinistra che a novembre hanno sfilato per le strade d’Italia contro il ministro dell’Istruzione. “Non siamo qui per parlare con il rettore, ma per lanciare un messaggio chiaro – fanno sapere i promotori dell’iniziativa – ossia che per noi l’inaugurazione dell’anno accademico non deve avvenire” dal momento che festeggiare nella situazione “in cui ci troviamo è una presa in giro e qualcosa di grottesco”. Così lunedì bloccheranno l’afflusso nell’Aula magna di via Verdi. “I toni non saranno esasperati, non stiamo andando in guerra”, tendono a rassicurando aggiungendo che “abbiamo deciso di alzare il tiro rispetto ai toni di dialogo dei mesi scorsi perché il tiro è stato alzato dalla parte avversa”. Quindi nessuna dichiarazione di ostilità aperte, ma quasi una minaccia.
“Fosse per noi, lo abbiamo già detto nei mesi scorsi, non vorremmo nemmeno che l’inaugurazione abbia luogo”, risponde alla provocazione Augusta Montaruli, del direttivo nazionale di Azione universitaria e studentessa nell’ateneo piemontese. “Sarebbe un buon modo per risparmiare di fronte al buco di 30 milioni di euro nel bilancio universitario”, aggiunge prima di criticare il movimento, definito ipocrita perché “ora se la prende con i rettori quando prima hanno sfilato assieme contro la Gelmini”. A proposito, i rettore? “Loro nel momento in cui devono sfilare con gli ermellini non si tirano certo indietro”, risponde Augusta che ricorda come Azione universitaria abbia messo all’asta su eBay la “divisa” dei baroni.
I giovani che orbitano attorno ad Alleanza nazionale, comunque, si faranno trovare pronti in via Verdi con delle banconote false da sparare contro l’Onda e i rettori stessi “perché quando si tratta di toccare i privilegi, sono fatti tutti della stessa pasta”.

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