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Veltroni in cerca di amici

Ma il Pd gli volta le spalle

Veltroni in cerca di amici
Il Partito democratico si è dato appuntamento oggi a Bologna per fare il punto della situazione, in occasione dell'assemblea nazionale degli amministratori in vista delle elezioni del 7 giugno. Un momento per mettere a tacere le tante voci che si sono levate contro la leadership di Veltroni e per ricordare che il collante all'interno del centrosinistra era e rimarrà Silvio Berlusconi: va combattuta la deriva autoritaria del governo di centrodestra. Eppure sono tanti i sassolini nella scarpa che Veltroni deve levarsi. Prima di tutto quello che porta il nome di Pierluigi Bersani, ormai uscito alla scoperto per la poltrona di numero uno del partito. Già il capogruppo del Pd alla Camera, Antonello Soro, aveva definito "intempestiva" la candidatura di Bersani dalle pagine del Quotidiano nazionale. "Siamo in pieno tesseramento e non serve discutere di leadership alternative", sono state le sua parole. E così "Veltroni dovrà guidare il partito fino alla fine della legislatura".
Il diretto interessato, Walter Veltroni, ha detto la sua dal palco di Bologna, paragonando il Pd ad un aereo ormai decollato e che "non può cambiare rotta altrimenti cade. Quel punto per noi è stato superato e non si torna indietro". Walter è certo che il Partito democratico sia "una forza di centrosinistra, una forza nuova che può essere quella principale di uno schieramento riformista". E così "se si pensava il contrario bisognava fermarsi prima". Poi ha dettato la linea per le Amministrative: "A livello locale è giusto fare tutte le alleanze, purché su base programmatica, ma a livello nazionale bisogna rispondere alla sfida riformista". Quindi se per le comunali ci si può alleare anche con i partito di sinistra come Rifondazione comunista e affini, a livello nazionale Veltroni non vuole tornare indietro.
Sergio Chiamparino, sindaco di Torino, ha invece tirato le orecchie alla dirigenza perché "serve la lingua dei cittadini, non dei palazzi romani". Lo ha detto con un accento un po' leghista, come lo ha definito lui stesso. "Dobbiamo esprimere una politica che sia una federazione di territori e non una federazione di correnti - ha affermato -. In caso contrario, anche in presenza di scontri legittimi, il rischio di autoreferenzialità è inesorabile". Infine una stoccata a chi nel Pd ha messo in discussione la legge per l'elezione diretta dei sindaci: "Così si mette in discussione una istituzione che ha rappresentato un legame tra politica e popolazione". Di uno "scollamento" tra livello nazionale e locale ha parlato anche Leonardo Domenici, primo cittadino di Firenza, dove il Pd corre il rischio di essere commissariato. "C'è un distacco preoccupante tra il livello nazionale e quello locale", ha accusato Domenici.
Troppe parole contro, forse è il caso di darci un tono: deve averlo pensato il vicesegretario Dario Franceschini che nel suo intervento ha attaccato il nemico di sempre, Silvio Berlusconi: "Biosgna bloccare il suo disegno di sradicare le ragioni stesse della democrazia", ha tuonato. Serrare le fila dunque in vista del voto del 7 giugno: "E' lì la partita da vincere in un voto che non può che essere politico. Una partita che non può essere bloccata da nessuna tensione interna". Ma non basta per nascondere il malumore di chi ha voltato le spalle al capo Walter.

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Commenti all'articolo

  • VincenzoAliasIlContadino

    09 Febbraio 2009 - 15:03

    Indietro tutta, Sì, la vita è tutto un quiz, vengo dopo il Tg, ma senza viagra? Come mai Diliberto che, pensa di fare morire Eluana, ma non abbia richiesto anche Battisti come la Baraldini? Magari con una Limosine con stemma Falce e Martello. bandiera Rossa e marcetta trionfale avanti popolo? Lui ritiene e pensa come il criminale, che l Italia è come il Brasile e altre Nazioni pieno di favelas? Questo in parte vero grazie alla sinistra abbiamo visto lo scempio di Tor di Quinto e Tevere le favellas der Weltromax e a Foggia in palude der bravo Niky forse, non avevano né occhi, nè orecchie d ignorare lo sviluppo violento all ordine del giorno certo il sottoscritto accusa questi della Sinistra che Amministravano, ma non escludo neanche la Chiesa che per porgere l altra guancia abbracciano Pinochet e Comunisti, forse gabbati da Prodi il finto prete? mah! Questa è La legge 6 marzo 1998 n. 40, nota come Legge Turco Napolitano, che Disciplina dell immigrazione e norme sulla condizione dello straniero. Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 59 del 12 marzo 1998. Così la chiamata vieni in Italy ce posto per tutti, così in diecina di migliaia d extracomunitari annegavano nel Mediterraneo, salvo ora giustamente per Eluana la Sinistra si mobilita, invece di rimuovere le cause dell immobilità del Parlamento che da sempre deve esercitare il diritto del decreto di urgenza imbrigliato da una Costituzione, figlia di unità che guardava, zitti e Mosca da rampolli Comunisti, ferma al tempo del cucù, di cui anche per un perfetto orologio Svizzero, deve essere regolato e la Costituzione di certo, ha bisogno di una regolata nel tempo! Oggi vediamo uniti PPL Chiesa, ma ieri dov erano questi Preti, in Svizzera e ai molti ignoti allUBS per contare i miliardi, ricavati per svendita la pelle di poveracci da negrieri? Oggi la politica di Sinistra, mi ricordo uno show di un altro guagliunciello, ovvero, Indietro tutta: Sì, la vita è tutto un quiz! di Renzo Arbore, sparito nel momento della mondezza a Napoli, lo cito solo che si considerava Napoletano, invece, spariti come tutti gli artisti$intellettuali vincenzoaliasilcontadinoatgmail.com Matera.

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  • 44carlomaria

    08 Febbraio 2009 - 18:06

    Che per puntellare Veltroni, il sig. Palombelli, abbia messo un presupponente, come Franceschini, la dice lunga. L'accoppiata Veltroni Franceschini è come il gatto e il gatto. La volpe (?) Bersani può fare quello che vuole: è come sparare sulla croce rossa. Asvedommia Carlo Maria

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  • gialloni21

    08 Febbraio 2009 - 18:06

    ti ricordi Uolter ? " siete solo sporchi riformisti" .Per 50 anni l'avete gridato tu e ituoi compagni. Ora saremmo tutti eguali, non più sporchi, ma solo dietro a te.Boh ?

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  • piero1939

    08 Febbraio 2009 - 18:06

    per veltroni l'incubo e' berlusconi. ma non e' possibile impostare tutto un programma politico su un targhet cosi' banale. se i pd sono riformisti non possono disintegrarsi solo perche' c'e' berlusconi. berlusconi rappresenta il partito piu' consistente nel nostro paese. berlusconi puo' anche non esserci ma, la massa che ha dietro no. quelli esisteranno sempre perche' sono infondo socialisti riciclati ed altri che hanno capito che oggi c'e' bisogno di socialismo. chiamatelo come volete ma, e' li il punto finale. siamo tutti socialisti. abbiamo bisogno non di troppo dialogo ma, di quello giusto sufficiente per collaborare e dare alla societa' i risultati che vuole e si merita.

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