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Enrico Mentana ci scrive

"Ecco perché mi son dimesso"

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Enrico Mentana ci scrive
Pubblichiamo un ampio stralcio della lettera che Enrico Mentana ha scritto a Libero in risposta all'editoriale apparso mercoledì sul nostro quotidiano. L'ex conduttore di Matrix vuole chiarire in questo modo quanto successo lunedì sera dopo che Canale 5 non ha mandato in onda una puntata speciale del suo programma per la morte di Eluana Englaro.

Caro Vittorio, ho letto il tuo bell'editoriale su questa strana '"battaglia di Mentana". E quindi vorrei raccontare a te e ai tuoi lettori come sono andate davvero le cose, come le ho vissute in prima persona. Me ne sono stato zitto per 48 ore nelle quali ho però potuto con calma leggere e ascoltare le varie ricostruzioni, e i conseguenti commenti. E così ho visto come il racconto dell'accaduto, passaggio dopo passaggio, si allontana sempre più dalla realtà, quasi sempre in buona fede; anche se c'è pure qualche mestatore all'opera per mettere in giro balle e veleni assortiti (come la voce su un mio contatto o addirittura contratto con Sky).
Tre idee finite in nulla
Lunedì sera fui io ad avvisare della morte di Eluana la direzione di Mediaset, nella persona di Mauro Crippa. Di rimando Crippa mi chiese se ero in grado di andare in onda anticipatamente, nel caso si fosse modificata la programmazione serale di Canale 5. Risposi ovviamente di sì. Subito dopo fu il direttore di Canale 5, Massimo Donelli, a chiedermi la stessa disponibilità. Tutti e due mi manifestarono il loro convincimento che fosse necessario fare qualcosa, per marcare la nostra presenza su un fatto così importante. Poi ancora Crippa mi chiamò per conoscere il mio parere sul da farsi (di questa telefonata possono dare testimonianza i miei redattori, con cui già stavo decidendo i servizi comunque necessari per costruire la puntata sulla morte di Eluana). Gli dissi che era da scartare l'ipotesi di far saltare il Grande Fratello, e gli proposi tre soluzioni alternative: aprire nel programma una o due finestre del tg5; oppure inserire attorno alle 22 dieci minuti di Matrix; o infine chiudere il Grande Fratello non alle 24, com'era previsto, ma un'ora prima, così da trasmettere una puntata di Matrix in grado di essere seguita da un pubblico meno sparuto.
Crippa condivise la griglia di proposte, e disse che le avrebbe sottoposte al vertice aziendale. Mi chiese di tenermi pronto, e per questo allertai il regista e il direttore di produzione. Dopo un po’ Crippa mi richiamò sinceramente costernato, dicendomi che tutte e tre le proposte erano state respinte: la programmazione doveva proseguire come se nulla fosse successo. Gli espressi il mio giudizio estremamente negativo su quella scelta: così Canale 5 diventava l'unica rete italiana ad aver dedicato alla morte di Eluana solo sette minuti in tutto, in coda al Tg5 delle 20, e poi più nulla. Mi sembrò incredibile e offensivo, e per questo ventilai l'ipotesi di non andare in onda con Matrix nell'ora ormai punitiva della mezzanotte: a quel punto sarebbe stato più opportuno fornire la mole di notizie non ancora date sulla vicenda, con un'edizione anticipata del tg5 (comunque dopo tre ore e mezza di vuoto informativo). Crippa contestò con forza - e forse a ragione - l'idea che non andassi in onda, e mi chiese di riflettere, e poi di fargli sapere.
La tv del mio ufficio era accesa su Canale 5, ma senza audio. Vidi che veniva inquadrata una ragazza in lacrime. Meno male - pensai - ne stanno parlando, a loro modo ma spontaneamente. Non è una scelta sbagliata. Alzai il volume e mi resi conto che la ragazza non piangeva per Eluana, ma perché veniva allontanata dalla Casa del Grande Fratello. A quel punto la misura era stata superata. Non solo l'insensibilità al dramma per il quale l'Italia profonda si era sempre più turbata, quella politica e istituzionale si era spaccata in due e il Parlamento stava varando a velocità mai vista una legge ad hoc; ma anche l'irrisione esplicita costituita da un finto dramma, costruito in vitro e provocato perché avvenisse in diretta (...).


La lettera completa sull'edizione di Libero in edicola.

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Commenti all'articolo

  • piero1939

    14 Febbraio 2009 - 11:11

    durante il terremoto del belice andai come tanti studenti ad aiutare i poveracci. c'era anche la rai che riprendeva i fatti ma, mi e' rimasta in mente una scena che riprendeva una donna con una bambina in braccio che per 3 o 4 volte le hanno fatto rigirare la scena perche' la bimba non piangeva abbastnza. credo che da quel momentpo non ho piu' creduto alle balle televisive. li fanno una foto tragica e a 5 metri si ride e si scherza. che dire. non lo so. da allora sonpo ancora perplesso. ho 70 anni ora. avete falsi principi. io non vi credo.

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  • anna.negrifastwebnet.it

    14 Febbraio 2009 - 11:11

    Fiorella se stiamo a guardare chi tiene famiglia e casa nel cuore di Roma non la finiamo più, non mi sembra questo il punto della questione. Mentana sarà pure un anarchico ma è un bravo giornalista meno fazioso di tanti altri, Santoro tanto per fare un esempio condivisibile. Certo se Matrix venisse condotto da Feltri non sentirei la mancanza di Chicco se poi non dovessi puntare la sveglia a mezzanotte per vedere Matrix ne sarei ancora più felice.Per quanto riguarda il Grande Fratello possiamo ringraziare i milioni di ...... che lo vedono.

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  • fiorellacolosi

    13 Febbraio 2009 - 13:01

    Il popolo italiano non solo non piangerà per la dipartita di Mentana, ma non se ne accorgerà nemmeno! Da parte mia, vedere un anarchico in una televisione commerciale mi faceva caso per lui, che in tal modo veniva meno alla propria dignità e ai propri principi. Ma si sa: bisogna fare sacrifici per mantenere tanti figli e una casa nel cuore di Roma! Ma non ridateci Mentana, ve lo preghiamo, in nome di chi non la pensa come lui. Fiorella

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