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In carcere chi pubblica

intercettazioni da distruggere

In carcere chi pubblica
Chi pubblica intercettazioni da distruggere finirà in carcere: pena da uno a tre anni. La commissione Giustizia della Camera ha dato il via libera a due emendamenti al ddl intercettazioni, entrambi del Pdl (dalla parlamentare Debora Bergamini e da Nino LoPresti), che introducono una nuova figura di reato, quella della pubblicazione di intercettazioni per le quali "sia stata ordinata la distruzione". La nuova fattispecie di reato non sarà dunque più punita semplicemente con una "contravvenzione", ma con la reclusione. Analoga sanzione per la pubblicazione di intercettazioni "espunte", perché riguardanti terzi estranei alle indagini e "irrilevanti".
Sarà inoltre vietata la pubblicazione di nomi o immagini di magistrati "relativamente ai procedimenti e processi penali a loro affidati", fatto salvo il caso in cui l'immagine non sia indispensabile al diritto di cronaca. Lo prevede un emendamento a prima firma di Francesco Paolo Sisto (Pdl) al ddl intercettazioni. "L'obiettivo - spiega Sisto - è quello di far sì che il giudice abbia il volto del suo provvedimento e non viceversa. Sono molto soddisfatto che sia stata approvata questa modifica".

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Commenti all'articolo

  • ercole.bravi

    17 Febbraio 2009 - 15:03

    certa una volta un detto che recitava la storia di un ortolano e di un vegetale che gira gira gira e fa una fine......scontata. Dunque, ci son persone incaricate da altre con più o meno potere per farlo, che un giorno decidono di ascoltare i fatterelli di altri, che nell'ordine possono essere ladri assassini, politici amministratori.....e persone comuni, con coinvolgimenti personali a questi figuri, superficiali se non accidentali. Dunque questi poveri mortali vengono ascoltati nelle loro porcherie o vite misere, e registrati, diventando oggetto di furto di vita privata. Alla fine della fiera che succede? chi registra e ascolta illegalmente, tra dieci anni sarà ancora da giudicare, a meno di incarichi nuovi, con benedizione di chi di dovere, chi ha incaricato, è protetto da una barriera invisibile che nemmeno quella dei fatastici quattro di fumettistica memoria possiede; e hi pagherà? i giornalisti che entrano in possesso tramite qualcuno che li fornisce(???? chi sarà mai?), e gli ascoltati, che non sapranno mai perchè, come quando e chi li potrà ripagare di questo dono. C'era un ortolano......

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