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Fini: il leader del Pdl

lo si sceglie sul campo

Fini: il leader del Pdl
La pratica prima di tutto, le scuole con la politica c’entrano poco. Gianfranco Fini, nel giorno in cui il centrodestra si adopera per il futuro Popolo della libertà, dice la sua sulla leadership del partito nel corso della registrazione della puntata di Ballarò. “Le leadership si conquistano sul campo, non esiste una scuola”, ha affermato il presidente della Camera, ruolo che coprirà fino alla fine della legislatura come lui stesso ha sottolineato.
Nel parlare dello statuto del Pdl, Fini ha dichiarato: “E’ chiaro che nello statuto ci sarà scritto, perché sono principi di elementare democrazia che si è eletti, però le leadership non sono soltanto l’atto terminale per cui è un’elezione, le leadership si conquistano sul campo, non esiste una scuola”. I maligni potrebbero anche interpretarla come una frecciatina a Forza Italia che da sempre organizza scuole di politica, con il patrocinio di diversi esponenti tra gli azzurri di Berlusconi. “Lo dico con il sorriso sulle labbra perché sapesse, ma lei lo sa bene – ha proseguito rivolgendosi al conduttore Floris -, quante volte ho letto che io sarei l’aspirante delfino, il leader in pectore. Non si è nominati leader, lo si diventa se si è capaci di farlo e se ci sono le circostanze favorevoli. E soprattutto -ha concluso - gli unici che hanno un poter reale i scelta sono gli elettori”.
Il contributo alla nascita del Pdl “Io modestamente ho contribuito a fondarlo e a co-fondarlo”, ha aggiunto facendo riferimento al suo ruolo nella nascita del nuovo gruppo politico. “E’ evidente che oggi il ruolo che ho come presidente della Camera mi impone di essere estraneo alle dinamiche dei partiti, ma se nasce in Italia, e nascerà tra qualche giorno, un grande partito che a pieno titolo si può definire di centro destra, un grande partito che per il consenso che ha fin qui raggiunto rappresenta un punto di forza anche nel partito popolare europeo, nasce perché qualcuno ha contribuito a farlo nascere”. D’altra parte, secondo il leader di Alleanza nazionale, “tutti sanno che un piccolo ruolo da questo punto di vista lo ha avuto la destra italiana, e quindi anche chi fino a meno di un anno fa ne era il presidente”.

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  • Shift

    26 Febbraio 2009 - 15:03

    Fini e' un opportunista politico, non un vero dirigente politico, sa fare discussioni ma di governo non ci capisce un bel niente. In piu' ormai non e' nemmeno piu' di destra, l'ha confermato piu' volte con le sue azioni e parole, cosi' come e' stato confermato dai suoi vecchi sostenitori che non lo riconoscono piu' come uomo di destra, ma che addirittura ha tradito gli ideali di destra. Un capo di questo genere non lo vorrei per nulla al mondo, uno che dice armiamoci e partite o, peggio, passa al nemico con estrema facilita'. Il guaio e' che con lui ha trascinato tutto il suo vecchio partito per questa strada, senza che nessuno dei suoi dirigenti e sostenitori avesse niente da ridire. Di conseguenza non esiste nemmeno piu' la destra nel panorama parlamentare, anche se per abitudine qualcuno continua a chiamarlo centro-destra. Quelli che erano considerati di destra si sono trasferiti quasi piu' a sinistra della stessa sinistra, e toglierei pure il quasi.

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  • nicola.guastamacchiatin.it

    26 Febbraio 2009 - 09:09

    Il Presidente Fini ha ragione.Coloro che saranno i veri conduttori politici del popolo si fanno in fase di elaborazione dei progetti sociali che investono i problemi delle genti. Berlusconi,non è nato perchè aveva ed ha le televisioni perchè,prima di lui ed anche adesso,altre persone,pur avendo le televisioni,se provano a fare ciò che ha fatto Il Presidente del Consiglio,non arrivano,come si dice a Roma,nemmeno alla stazione termini. Ho ascoltato Fini a Ballarò e convengo cher ha tutti numeri oltre al fattore Karisma per essere il successore di Berlusconi quando il popolo delle libertà lo deciderà. Mentre a sinistra,pur troppo,i padroni delle tessere e dei clan,a cominciare da D'Alema hanno perso il ben dell'intelletto. Distinti saluti.

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  • marcoferraro

    25 Febbraio 2009 - 11:11

    Fini è ora presidente della Camera, quindi è normale che in un ruolo istituzionale abbia un profilo meno di parte e parli in maniera tale da cercare punti di incontro invece che creare divisioni. Poi lo si doveva avere capito già da alcuni anni, il progetto di Fini di creare una destra moderna non è per lui una questione di facciata ma di sostanza. E una destra moderna, europea, significa anche una destra laica (senza essere anticattolica) e aperta (senza complessi di inferiorità verso la sinistra). Per quel che riguarda il rapporto col fascismo, e le dichiarazioni di antifascismo come valore, posso non essere d'accordo, ma riconosco che fanno parte della creazione di una destra dall'identità nuova, che è credo il progetto di Fini. Del resto la destra mica si esaurisce col fascismo. Saluti, Marco Ferraro

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  • angelo.Mandara

    25 Febbraio 2009 - 10:10

    Non ricordo di un Bertinotti, Presidente della Camera, così "loquace" come l'attuale Fini che sta prestando il fianco alle critiche di quanti lo hanno sostenuto (non ultima Donna Assunta Almirante...che, con la sua memoria storica, è tornata a "suonargliene quattro"); d'aldronde, io stesso continuo a pensare sul come mai a G. Fini, questi pruriti alla sua memoria e appartenenza storico-politica,..non gli sia riuscito di manifestarli prima delle ultime elezioni politiche ?? In effetti, poi, non si può negare che, almeno esteticamente...nel portamento impettito e sempre solenne del suo porsi...gli sia ancora rimasto l'eco dei suoi comizi in nome del MSI. E' vero, la Destra sta lentamente sfumando nel "carrozzone" PdL (come i DS stanno sfumando nel PD),...ma quale necessità di rimarcare prese di distanza da certe posizioni e non piuttosto...lasciar parlare i fatti (voglio dire...un comportamento democratico è più che sufficiente a farsi riconoscere...senza proclami !!). Nelle trasmissioni politiche TV si continua a sentir parlare e a riempirsi la bocca di "progetti politici" (mentre la nave affonda),...ma qui servono "decisioni sul fare"...terra terra...il fine non sono i partiti ma la gente. Saluti. Angelo Mandara

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