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Darfur, liberati gli ostaggi

Frattini: "Nessun riscatto"

Darfur, liberati gli ostaggi
Contrordine. E due. Dopo la rettifica di questa mattina, quando è stata smentita la liberazione dei tre ostaggi di Medici Senza Frntiere rapiti in Darfur, il govero sudanese torna ora a garantire la loro liberazione. "E' confermato", ha detto Ali Youssef Ahmed, capo del protocollo del ministero degli Esteri di Khartoum. "Sono stati rilasciati. Sono al sicuro. Stanno bene. Sono ancora in Darfur, ma verranno trasferiti a Khartoum". Secondo le autorità del Sudan il medico italiano Mauro D’Ascanio, l’infermiera canadese Laura Archer, il coordinatore sanitario francese Raphael Meonier e una delle loro guardie sudanesi sarebbero in volo su un elicottero statale dopo essere stati rilasciati.
Conferme sono arrivate anche da "Medici senza frontiere", dal direttore comunicazione della missione Onu-Ua nella regione, Kemal Saiki, e dalla portavoce della forza internazionale, Josephine Guerraro: "Sono in buona salute - ha dichiarato - Sono partiti da El Fasher per Khartoum". Le prime parole di Mauro D'Ascanio sono state: "Grazie a tutti per l'aiuto".

Riscatto - Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha assicurato che non è stato pagato alcun riscatto per la liberazione degli ostaggi in Darfur. "Lo ha già detto Medici Senza Frontiere a maggior ragione lo dice il governo", ha sottolineati il capo della Farnesina a margine di un convegno a Riva del Garda. ''Gli ostaggi sono stati visti - ha aggiunto - e stanno andando a Khartoum dove il nostro ambasciatore li accoglierà".

La speranza infranta - Il ministero degli Esteri italiano ha un po' precipitato i tempi: gli ostaggi di Medici Senza frontiere del Darfur sono ancora ostaggi. Rapiti la sera di mercoledì a Seraf Umra nel nord del Paese, non sono stati liberati, nonostante ieri sera la Farnesina, violando un silenzio stampa, avesse annunciato: «Sono liberi». Marcia indietro in tarda notte: «Stiamo verificando». E ora non si sa. Il medico italiano Mauro D’Ascanio, l’infermiera canadese Laura Archer, il coordinatore sanitario francese Raphael Meonier e una delle loro guardie sudanesi, dunque, sono ancora ostaggi.  Nel primo pomeriggio di ieri la buona notizia della localizzazione del luogo dove i volontari era sequestati. "Sappiamo dove sono", aveva detto una fonte ufficiale del governo di Khartoum. "Abbiamo stabilito il contatto con loro e stiamo discutendo le loro richieste", lo aveva iseguito Mutrif Siddig, sottosegretario agli Affari Esteri. E poco prima delel 21 ora italiana, il laconico dispaccio del miistero degli Esteri italiani che confermva la libertà degli ostaggi.

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Commenti all'articolo

  • dubhe2003

    17 Marzo 2009 - 09:09

    Questi sequestratori,in ogni angolo della terra,sono proprio dei veri mentecati:rischiano,nutrono i sequestrati,chiedono riscatti, minacciano di morte e poi rilasciano tutti dicendo...scusate tanto,ci siamo sbagliati!Mah..a chi credete di darla ad intendere??

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  • LuigiFassone

    14 Marzo 2009 - 23:11

    E chi ci crede ? Che non si sia dato alcun riscatto ! E comunque,lo si è dato per le "Vispe Terese" , se in questo caso si è ripetuta l'elargizione, a maggior ragione era lecito e dovuto anche in questa occasione.

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