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Sì unanime alla mozione Pd

"Ma non è sì al federalismo"

Sì unanime alla mozione Pd
Tutti a dire che ora Pdl e Pd hanno trovato l'accordo sul federalismo. Tutti a esultare per Franceschini, che finalmente s'è ammorbidito, e il centrodestra che gli è andato incontro. Macché. «Non c'è nessun collegamento. sono due cose distinte», frena lui: il sì alla mozione del Pd sulla modifica del patto di stabilità degli enti locali non è propedeutico ad un atteggiamento morbido del Partito democratico sul ddl federalismo in aula alla Camera. Sulla linea che terrà il Pd, aggiunge il segretario, «faremo una valutazione di merito all'assemblea del gruppo». Il testo approvato prevede un allentamento del patto di stabilità interno, per permettere agli enti locali di sbloccare risorse  per pagare opere già realizzate, già cantierate o già programmate.
L'annuncio del sì arriva con l'intervento nell'aula di Montecitorio del sottosegretario all'Economia, Giuseppe Vegas. Poi il via libera della Camera, all'unanimità: 491 sì, 33 astenuti, nessuno contrario. Successivamente l'aula approva le mozioni sullo stesso argomento presentate dall'Idv e da Pdl-Lega, mentre è respinta quella dell'Udc.
Franceschini è entusiasta, certo: "Se seguiranno gli atti normativi conseguenti, come deve essere, saranno sbloccati 14,5 miliardi di crediti verso le imprese: gli enti locali hanno le risorse per pagare i lavori eseguiti, ma non potevano farlo a causa dei vincoli del patto di stabilità interno" che grazie alla mozione Pd ora dovrà essere allentato. Non solo: "Potranno ripartire migliaia di cantieri, immediatamente apribili, per 4,5 miliardi di euro in cui lavoreranno principalmente le piccole imprese", dice. Ma che da questo si possa aprire al federalismo è solo un'interpretazione.
Umberto Bossi, comunque è ottimista: «Spero, spero, spero», dice a chi gli chiede se si possa sperare almeno in un'astensione del Pd. «Spero -aggiunge il senatur-  che l'acqua corra tutta verso i grandi fiumi». Quanto al rischio che le modifiche apportate al testo portino ad uno snaturamento rispetto all'iniziale proposta e agli obiettivi della Lega, «intanto -risponde Bossi- cominciamo a portare a casa questo, che vuol dire diminuire i costi dello Stato, il resto lo faremo prossimamente. È un primo importante passo, perchè i soldi sono importanti».

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Commenti all'articolo

  • piero1939

    18 Marzo 2009 - 11:11

    una volta li chiamavano buffoni papalini

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  • allanemadapalla

    17 Marzo 2009 - 18:06

    Il "federalismo", se si farà, dovrà essere imposto d'autorità, non so se con le armi o meno. Oppure bisognerà dare un'autonomia confederale a quelle regioni che non voglio più far parte della Repubblica... La "sinstra" sta affilando le armi per scannare un'altra volta Bossi, Calderoli, Brunetta, Berlusconi e tutti gli altri fautori di un "federalismo" condiviso

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