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Congresso Pdl, la Gelmini:

"Scuola libera dai sindacati"

Congresso Pdl, la Gelmini:
 «La scuola non appartiene alla sinistra e al sindacato ma appartiene agli italiani. È iniziata una rivoluzione della responsabilità e a chi non si riconosce nei valori della sinistra voglio dire che è finita l'oppressione culturale». Lo ha detto il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, in un passaggio del suo intervento al congresso nazionale del Pdl. 
La fine dell'oppressione culturale- «Abbiamo messo mano alla scuola partendo da un assunto: la scuola non appartiene alla sinistra o al sindacato, la scuola appartiene al paese e agli italiani. Qualcuno ha sempre considerato la scuola come un luogo dove alimentare ideologie vecchie e bocciate dalla storia, un luogo separato dalla realtà. Ebbene io vi dico: è finita un'epoca, è finita l'epoca dell'indottrinamento ideologico. Nella scuola è cominciata al rivoluzione della responsabilità e del merito, unica vera leva di mobilità e progresso sociale. Io dico -ha concluso il ministro- ai tanti insegnanti e ai tanti ragazzi che non si riconosco nelle idee e nei valori della sinistra: l'oppressione culturale è terminata».
Incotro di leader- «Il Pdl fa ciò che gli italiani si aspettano. Questa nostra avventura è stata possibile grazie all'incontro di due storie e di due leader, Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, due persone con caratteri diversi ma che hanno in comune il grande amore per il paese». Lo afferma il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, intervenendo al congresso del Pdl. «In parlamento siamo già una realtà - prosegue - abbiamo una squadra dove non esiste più fare distinzioni tra parlamentari di An e di Fi. Siamo il governo che vuole stare dalla parte dei cittadini e dalla parte della vita senza se e senza ma».

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Commenti all'articolo

  • vrnrmo

    04 Aprile 2009 - 11:11

    In risposta al suo commento del 30/03/09, vale quanto da me scritto il 29/03/09. Ribadisco che ciascun individuo è libero di professare qualsiasi religione, (art.19 Costit.), ma non sono d'accordo che altri cittadini, apparteneti a religioni diverse o atei ne sopportino i "costi", come avviene attualmente in Italia per l'insegnamento della religione cattolica. ..ecco perché tale privilegio, a mio avviso contrasta con il principio d'uguaglianza sancito dall'art. 3 della Cost.

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  • vrnrmo

    04 Aprile 2009 - 11:11

    In risposta al suo commento, veda il mio del 29/03//09.. ripeto ciascuno è libero di professare qualsiasi religione,(art.19 Costituzione), ma non può addebitare le spese ad altri cittadini atei, o appartenenti ad altre confessioni, ecco perché ritengo che l'insegnamento della sola religione cattolica nella scuola pubblica italiana violi il principio di uguaglianza sancito dall'art. 3 cost.

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  • swiller

    31 Marzo 2009 - 14:02

    Io direi anche dai professori incapaci.

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  • jack1980

    31 Marzo 2009 - 13:01

    Tutte frasi da congresso : altisonanti e vuote. Di preciso che è stato fatto finora?

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