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D'Alema ascolta Fini:

"Sì alla stagione di riforme"

D'Alema ascolta Fini:
Non mancano le critiche, anche aspre, ma Massimo D’Alema accoglie di buon grado l’invito di Gianfranco Fini ad una nuova stagione costituente. L’ex ministro degli Esteri, nonché ex presidente della Bicamerale per le Riforme costituzionali nel 1997, ha dichiarato dopo l’intervento del presidente della Camera al congresso del Popolo della libertà: “Credo che il centrosinistra dovrebbe raccogliere la sfida lanciata oggi da Fini su una stagione costituente”.
Quello di Fini per D’Alema è “un discorso interessante per il rilievo della sfida in positivo che Fini lancia”. “Penso anch'io – ha proseguito D'Alema - che il Paese abbia bisogno di una stagione costituente, e finora il principale ostacolo a che si realizzasse è stata la destra, che ha voluto cambiare le regole da sola attraverso forzature”.
Sulla stessa posizione anche il capogruppo Pd al Senato, Anna Finocchiaro: “Abbiamo sentito dal presidente della Camera parole ben diverse da quelle che Berlusconi ieri ha usato nei confronti dell'opposizione”, esordisce la Finocchiaro. “Fini ha avuto un grande rispetto e una doverosa attenzione al tema delle riforme condivise. E' stato del resto il Pd, a inizio legislatura, a rilanciare la necessità di mettere mano a una stagione costituente”. Unica “sede legittima” per poter affrontare l’argomento rimane il Parlamento: “Oggi al congresso del Pdl è arrivata finalmente la politica dopo che ieri abbiamo assistito ad un dejà vu propagandistico ormai desueto”, ha concluso la senatrice democratica.

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Commenti all'articolo

  • jack1980

    31 Marzo 2009 - 13:01

    Secondo me è una stupidaggine. Andrebbe a finire in un niente di fatto come l'altra volta e servirebbe solo a perdere altro tempo. E' stato votato un governo, faccia le riforme, invece di caz-eggiare!

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  • 44carlomaria

    29 Marzo 2009 - 16:04

    Finchè D'Alema potrà influenzare la sinistra italiana, per Berlusconi non vi saranno problemi: governerà per 100 anni. I giovani di sinistra si devono liberare delle ideologie che hanno ucciso milioni di persone, nel nome della sovranità del popolo e, comandato tenendo lo stesso nell'ignoranza. Solo allora potremo sperare di avere una democrazia fondata sull'alternanza dei partiti al governo del paese, con benefici per tutti. Prima dovranno sparire tutti quei politici e sindacalisti che non hanno mai lavorato e, vissuto sul mito dell'antifascismo,cosa che nei giusti limiti potrebbe essere accettata. Inoltre non si può accusare Berlusconi di usare le stesse parole da 15 anni e poi continuare ad agitare la resistenza, vedi bassa reggiana, e le conseguenti devianze brigatiste. Infine non facendo nulla e continuando a dire no a tutto si costruiscono solo bolle di sapone. Massimo sic transit gloria mundi è ora di togliere le tende. Asvedommia

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  • gedeonelibero.it

    29 Marzo 2009 - 15:03

    Allora, ricapitoliamo: D'Alema vuole un'altra bicamerale e franceschini sta tentando di ricompattare tutta la sinistra, compresa quella radicale e forcaiola. Ma questi chi credono di prendere in giro!!!!!

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  • ghorio

    29 Marzo 2009 - 11:11

    La proposta di Fini sulla stagione costituente ha trovato l'adesione di Massimo D'Alema. Vedo che Libero saluta l'evento in positivo, ricordando che D'Alema eveva presieduto una Bicamerale per le riforme. Per quanto mi riguarda, da giovanissimo, ricordo la prima Bicamerale presieduta da Aldo Bozzi: tanto discutere senza costrutto, come del resto quelle presiedute, se non ricordo male, anche dalla Iotti e da De Mita, come quella con presidente D'Alema. L'unica alternativa valida è l'Assemblea Costituente, come Fini, in tempi non sospetti aveva proposto. Il Parlamento eletto, adesso addirittura nominato, non modifica le norme, tenendo come punto di riferimento la poltrona e tutti gli aspetti collegati per il futuro. Pertanto spero che si arrivi all'Assemblea Costituente nel giro di pochi mesi, anche se la mia sarà un'illusione, perchè i nostri politici, qunado si tratta di modificare la costituzione discutono sul sesso degli angeli, come ai tempi dell'Impero di Bisanzio. Giovanni Attinà

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