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Facebook si mobilita

per le vittime

Facebook si mobilita
Il tam-tam era già partito questa mattina, non appena la notizia del terremoto si era diffusa. Un click e tutti in fila per rendere pubblico il proprio sostegno agli abitanti dell’Abruzzo. È quanto accaduto nell’altra realtà, quella di Facebook, il social network più popolare del momento. Un susseguirsi di amici che nei propri status scrivono: “Sono vicino alle famiglie colpite dal terremoto”, “Non ci posso credere”, “Silenzio e solidarietà per tutti gli amici abruzzesi”, “Sono troppo lontano per dare una mano”.
Poi c’è tutto il resto: un proliferare di gruppi ai quali iscriversi: tra questi “Aiutiamo le vittime del terremoto”, con l’intento di “favorire e coordinare gli aiuti alle vittime del terremoto da parte dei membri di Facebook. Chiunque abbia indirizzi utili, numeri di telefono, conti correnti e altre informazioni, può metterle qui a disposizione degli amici abruzzesi, i quali possono segnalarci le situazioni più critiche e consigliarci sul modo migliore per aiutarli”. C'è anche “Tutti quelli Facebook vicini alle famiglie del terremoto in Abruzzo”: “Riusciamo solo ad immaginare ciò che cambia in una vita in quei secondi. Con affetti i ragazzi di Facebook”: gli iscritti sono ormai oltre 23.000. Sono in tutto una novantina, al momento, i gruppi “Terremoto in Abruzzo” e l’impressione è che saranno sempre di più, alla fine di questa lunga giornata.

Alla ricerca del sangue - Nelle pagine circola una foto con una grossa goccia di sangue accompagnata dallo slogan “Una goccia tra le macerie – Io dono il sangue per i feriti del terremoto – Non mi costa nulla e salva la vita”. O ancora: “Sos di Laura Mancinelli: abbiamo bisogno di posti letto... chiunque avesse una struttura alberghiera o similare in Abruzzo (costa, collina) chiami lo 0854308309....amici di FB, vi prego di copiare e incollare sul vostro profilo...grazie”.
Nelle ultime ore i membri fanno rimbalzare l’appello del sito www.modavi.it che contiene “tutte le istruzioni per fare parte delle squadre di soccorso in Abruzzo”. “Oppure chiamate lo 06/84242188. Inoltre occorre sangue! Semplicemente gruppo 0 RH negativo. Chiamate l’Avis 06/491340”.

Racconti sul web- Facebook è stato anche il primo “canale” a raccontare la tragedia abruzzese, assieme all’altro sito internet Twitter, che permette di creare un micro-blog istantaneo dove raccontare la propria vita. «Appena sentita la scossa mi sono collegato per saperne di più», «La casa tremava come una foglia. Terribile»: sono soltanto due dei primi messaggi lanciati nella rete che hanno anticipato i tradizionali mezzi di informazione. «Appena tornato da L'Aquila: l'Apocalisse», si legge in un altro messaggio: sono le prime testimonianze di chi è stato sulla scena del disastro.
Molti stranieri, soprattutto giovani, si sono collegati alla piattaforma di micro-blogging per avere informazioni su amici e parenti in Italia. Numerosi i commenti, pro e contro, e le domande, sulle dichiarazioni del tecnico Gioacchino Giampaolo Giuliani, che nei giorni scorsi aveva lanciato l'allerta (attraverso un sistema da di rilevazione del gas radon) scatenando la psicosi e venendo per questo denunciato per procurato allarme.

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