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Il coraggio del rugbista Dario

Da solo salva coppia di anziani

Il coraggio del rugbista Dario
Ha guardato il pericolo in faccia, questa volta magari si è spaventato pure lui che gioca a rugby nella storica formazione dell’Aquila. Dario Pallotta, 23 anni e tanta forza nel corpo da giocare estremo, si è trovato in mezzo al terremoto che ha colpito l’Abruzzo e ha segnato una meta che vale una vita, quella di un’anziana rimasta intrappolata nella casa con il marito. Ha sfondato la porta dell’abitazione della coppia, ha preso la vecchia sulle spalle e l’ha tratta in salvo. Poi si è ripetuto con il marito.
"Qui conta solo rendersi utili" - “Ero in mezzo alla strada e ho sentito delle grida di aiuto da una donna”, racconta il ragazzone. La sua abitazione è andata persa, “è totalmente inagibile”, ma poco importava in quel momento. “Sono subito corso verso il punto da dove venivano le urla, la tromba delle scale era crollata e intorno era tutto un disastro”, continua a narrare Dario. Ha agito d’istinto e ha fatto l’impresa. “Sul momento, per la confusione, la puzza di gas clamorosa che usciva dalle tubature rotte e i calcinacci non mi sono neppure reso conto se fossero uomini o donne”, confessa. “Ho pensato solo a portarli fuori. Poi ho saputo che erano marito e moglie”. Una gran fatica e tanto coraggio perché l’uomo era intrappolato sotto una pietra e i tubi dell’acqua, “e ho dovuto sollevare tutto”. Poi, mentre usciva, è arrivata un’altra scossa e “sinceramente mi sono preoccupato”.
Come se non bastasse, è tornato nuovamente tra i muri cadenti dell’abitazione per prendere la bombola dell’ossigeno che occorreva all’anziana. Dario Pallotta, altezza 1.85 per 96 chili e un grande cuore, ma non chiamatelo eroe: “Qui conta solo rendersi utili, la nostra vita ora è questa”.
I "Bersaglieri" all'opera - Il giocatore non è stato l’unico della formazione dell’Aquila Rugby a perdere la casa, come ricorda il tecnico della squadra, Massimo Mascioletti, ex ct della nazionale. La città abruzzese può vantare 5 scudetti e 2 Coppe Italia del mondo ovale e come accadde ai tempi dell’alluvione del Polesine, quando i giocatori di Rovigo furono tra i primi a prestarsi per i soccorsi, così hanno fatto i “Bersaglieri”, come vengono ribattezzati gli atleti che indossano la classica maglietta verde-nera. Così i rugbisti targati L'Aquila si sono tutti attivati, in particolare per l'evacuazione dell'ospedale a cominciare dal reparto di ortopedia.
“Ci fanno fare i lavori di forza - racconta Pallotta -, facendoci caricare materassi e gente in sedia a rotelle. Facciamo tutto ciò che possiamo, perchè vogliamo assolutamente aiutare la nostra gente, ma qui è un caos generale”. Accanto a lui c'è Mascioletti, autentica gloria cittadina, due scudetti vinti e 227 mete segnate da giocatore, 54 presenze in azzurro, poi uno scudetto anche da allenatore e sempre con L'Aquila. “Mia moglie è infermiera, sono subito corso qui – ha raccontato l'ex ct azzurro - e stiamo facendo di tutto mentre continuano ad arrivare morti. È dura andare avanti. È un dramma, ma noi del rugby non ci fermiamo, qualcuno dei miei è andato in centro a scavare fra la macerie, anche con le mani”.
Ma non chiamateli eroi, sono solo giocatori di rugby, gente comune che ha perso tutto, ma che non si tira indietro.

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