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Silvio: referendum il 21 giugno

Il 25 aprile ci sarò

Silvio: referendum il 21 giugno
Il referendum si farà. Quest'anno. E presumibilmente il prossimo 21 giugno, come concordato con la maggioranza. Lo ha annunciato il premier Silvio Berlusconi, sottolineando tuttavia che sta ancora attendendo il resoconto del ministro Roberto Maroni addetto ai "colloqui con l'opposizione". ll referendum elettorale, dunque, si terrà con ogni probabilità insieme al secondo turno delle elezioni amministrative. Sembra quindi tramontare l'ipotesi del rinvio al 2010. E a proposito dello strumento da utilizzare per fissare la data del referendum, ha spiegato che "la soluzione ottima sarebbe una leggina in Parlamento con l'accordo di tutti i gruppi, che è molto meglio di un decreto legge". Poi lancia una frecciatina alla sinistra: "Se l'opposizione volesse veramente evitare la spesa per il referendum, fossero anche 50 milioni, basterebbe presentare una leggina in Parlamento con il testo del referendum. Invece ne fanno un'occasione di critica, ma in realtà non lo vogliono assolutamente".

Il 25 aprile ci sarò - E il Cavaliere ha anche annunciato la sua intenzione di celebrare il 25 aprile. Perché di certo "non lo lascio alla sinistra". Dove festeggerà la festa della Liberazione ancora non è dato saperlo. Il premier, che era stato invitato-sfidato dal leader del Pd Franceschini a scendere in piazza con loro, preferisce al momento mantenere il più assoluto mistero su dove sarà sabato prossimo: "Festeggerò èerché credo che ci sia bisogno di dire qualcosa e perchè non se ne appropri una sola parte politica", ha sottoineato Berlusconi, "ma il luogo lo dirò solo più avanti". Sulla questione del 25 aprile resta dunque alta la tensione tra maggioranza ed opposizione. Alla proposta di sfilare insieme nel capoluogo lombardo, aveva risposto il ministro della Difesa Ignazio La Russa, che consigliava a Berlusconi di festeggiare il 25 aprile ma non "tra le bandiere rosse dove lo vuole trascinare, come in una trappola, il leader del Pd". Martedì mattina sull'argomento era intervenuto anche Paolo Bonaiuti, spiegando che uno dei problemi che ostacolano la celebrazione del 25 aprile da parte del premier sta nel rischio che qualche 'estremista' si comporti come nel 2006 contro il sindaco milanese Letizia Moratti, contestata aspramente e costretta ad abbandonare il corteo.

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