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"Niente velate nel mio paese"

Ordinanza anti-burqa

"Niente velate nel mio paese"
Portare il burqa integrale è roba da Medioevo. E non s'ha da fare. Per questo Giorgio Cancellieri, sindaco di Fermignano, l'unico comune delle Marche (ultima propaggine della 'Padania' nelle carte geografiche della Lega Nord) retto dal partito di Bossi, ha deciso di intervenire. Perché che donne girino per il suo paese, e ancor peggio per il suo quartiere, è inammissibile. "Non volevo quasi crederci - dice Cancellieri - quando ho scoperto che quattro o cinque donne musulmane girano con il velo integrale. Una roba da Medioevo, una vessazione inaudita nei confronti delle donne, anche se motivata da una fede religiosa: ho provato un profondo sentimento di rabbia e ho deciso di fare qualcosa". E così ecco approdare sul tavolo del ministro dell'Interno Roberto Maroni, cui la Prefettura di Pesaro si è rivolta per un parere, un'ordinanza anti-burqa firmata dal primo cittadino leghista di Fermignano. Nell'ordinanza si vieta l'accesso a "edifici scolastici e comunali, banche ed esercizi commerciali e alle manifestazioni pubbliche con indosso qualsivoglia copricapo, anche a carattere religioso, che copra il volto e renda difficoltoso il riconoscimento". Ora l'ordinanza è stata inviata al ministro dell'Interno. Cancellieri si dice fiducioso: "E poi, mi chiedo, se una donna totalmente velata mi entra in una scuola con un pacco di tritolo o un mitragliatore sotto il burqa e si fa esplodere? Troppo facile rispondere 'non e' mai successò, e chiudere la stalla quando i buoi sono scappati".

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Commenti all'articolo

  • iljester

    25 Aprile 2009 - 15:03

    Cara Matrigna, travisi alla grande e hai detto un'ovvietà imbarazzante: certo che anche un abito premaman, un giaccone o in generale un abito largo possono nascondere una cintura bombarola. Ma non è questo il punto. Il punto è che non è lecito coprirsi totalmente il volto nel nostro paese. Con il volto scoperto, a parte farsi esplodere, si possono fare molte cose. E qualcuno con la scusa del credo religioso potrebbe anche entrare in una banca e fare una rapina. Le persone devono essere facilmente identificabili. Un motivo di fede non può costituire il grimaldello per aggirare norme elementari di pubblica sicurezza. Altrimenti, se così fosse, si rischierebbe di creare l'ennesimo buco in quel colapasta che è già la nostra benemerita giustizia.

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  • Luisanna

    25 Aprile 2009 - 15:03

    Quelle del sindaco sono parole sante. Ma a cosa serve mandare i nostri soldati in afghanistan per liberare il paese dai talebani, se poi i burqua li ritroviamo nelle nostre strade. Ma siamo impazziti ? Non esiste il diritto di essere schiave in Italia, ne in nome di una religione ne in nome di qualunque altra ideologia. Inoltre mi sembra che esista gia una legge che obbliga a essere riconoscibile nei luoghi pubblici. Non c'é che da applicarla. E chi non vuole rinunciare al burqua, non ha che da tornare da dove é venuta.

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  • matrigna

    24 Aprile 2009 - 18:06

    Che queste donne con il volto coperto non piacciono è un conto anche perchè sotto ci potrebbe essere un terrorista,però anche sotto un giaccone o un premaman volendo si possono celare le famose cinture bombarole,il fatto è che ormai abbiamo(cioè non noi ma la sinistra e la chiesa) lasciato troppo correre il buonismo e l'accettazione,sarà un po dura voler imporre di levarsi il velo

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