Cerca

Nessun diritto

L'India dei santoni è l'inferno delle donne

Totalmente schiave del marito e dei figli, non si liberano neanche da vedove

L'India dei santoni è l'inferno delle donne

Terra di santoni e pacifisti nell’immaginario collettivo, l’India è in realtà uno dei Paesi più violenti e crudeli con le donne. Per rendere l’idea, c’è un vecchio detto del Padma Purana, il codice familiare, che recita: “La donna è creata per obbedire in tutte le età: ai genitori, al marito, ai suoceri ed ai figli... Essa penserà solo a suo marito e non guarderà mai in faccia un altro uomo. Durante una prolungata assenza del marito, la moglie non uscirà di casa, non si pulirà i denti, non si taglierà le unghie, mangerà solo una volta al giorno, non dormirà su un letto, non indosserà abiti nuovi...”. 

Per questo, purtroppo, non deve stupire la morte di Kaur Balwinde, 27 anni, uccisa dal marito perché vestiva all'occidentale. Perché nella mentalità indiana, la donna deve subire tradimenti, sottostare al rigido sistema delle caste, essere una schiava, insomma. 

La vedovanza - Per non parlare di quando resterà vedova. Perché neanche allora sarà libera. Anzi. Fidanzata ancora bambina e sposata adolescente all’uomo che la famiglia le impone, una volta che il marito muore può anche suicidarsi. Perché vivere è peggio. Sopravvivere al proprio sposo significa infatti essere condannata alla vedovanza perpetua. E fino a pochi anni fa al rogo. 

Il rogo - Questa era la pratica del Sati. Abolita nel 1956 l’usanza voleva che la vedova bruciasse assieme al marito con la promessa-inganno che nell'aldilà avrebbe trovato la gloria perpetua. E ora non va molto meglio. Perché se il marito non c’è più, ci sono comunque i suoi parenti. Quindi dovrà restare a lutto a vita, dovrà radersi i capielli, mangiare una sola volta al giorno e non potrà più partecipare alla vita e alle feste familiari. Insomma, un sacrificio quotidiano. 

Gli aborti - Ecco perché nascere femmina in India è una condanna. Qui una donna non vale niente. Su 8mila aborti, 7999 sono di sesso femminile. Quelle che nascono non meriteranno istruzione, amore, cibo e cure. Anche perché saranno una dote da sborsare, primo o poi. E molte verranno quindi fatte prostituire. 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • sparviero

    29 Maggio 2012 - 00:12

    Zitte e buone. Come mai i radicali, i compagni e il resto dei partiti non vanno in piazza a manifestare? Certo, sono donne di terza categoria, abituate ad essere schiave non solo dei loro uomini ma di tutti. Se i signori maschi, vogliono vivere in terra straniera "devono" integrarsi insieme alla famiglia alle regole e ai costumi della nazione che li ospita. In caso contrario è meglio che tornino a casa loro. Povere donne....

    Report

    Rispondi

  • 19gig50

    28 Maggio 2012 - 17:05

    ma, resta sempre un paese di m,,,,!! Retrogradi, fanatici, sudici e puzzolenti fate cosa vi pare ma, a casa vostra. Intanto ridateci i nostri marò.

    Report

    Rispondi

  • lepanto1571

    28 Maggio 2012 - 17:05

    Questa donna si poteva ribellare, ma non lo ha voluto perchè psicologicamente subalterna. Ora tocca ai giudici italiani dimostrare che in Italia si devono rispettare le leggi italiane.

    Report

    Rispondi

blog