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Torna la paura

Nuova forte scossa di terremoto in Emilia
Nella notte la terra trema altre 35 volte

Crolla la torre di Novi e sugli sfollati si abbatte anche il nubifragio

Sciame sismico in Emilia dopo la forte scossa di ieri sera. Nessun ferito, molti i crolli nei comuni piàù colpiti 
Nuova forte scossa di terremoto in Emilia
Nella notte la terra trema altre 35 volte

Trema ancora di paura l’Emilia. Una nuova scossa di magnitudo 5.1, che si è sentita da Milano a Padova, ha colpito i comuni già feriti dai terremoti del 20 e 29 maggio. 

Nessun ferito - Fortunatamente non ci sono stati feriti ma la scossa ha provocato il crollo di campanili e torri già pericolanti. A Novi di Modena, epicentro del sisma è venuta giù la Torre dell’orologio. Nonostante si sia sbriciolata la torre, racconta un Vigile del fuoco, non abbiamo sentito il rumore perchè quello della terra che tremava era ancora più forte. A Concordia sulla Secchia, è stata chiusa la strada sotto la torre del paese, già pericolante, e che rischia anch’essa di crollare. Panico nelle tendopoli e nelle strade. Gli sfollati sono usciti dalle tende e le madri hanno consolato i bambini, che sono scoppiati in lacrime mentre tutto attorno tremava. 

I crolli - A Mirandola, la gente si è riversata in strada, avvicinandosi quanto più possibile alla zona rossa per controllare lo stato di chiese e palazzi storici. Primo fra questi il Duomo, a cui dopo le scosse degli scorsi giorni è rimasta solo la facciata.

Lo sciame - Sono state 35 le scosse registrate dopo la scossa di magnitudo 5.1, da mezzanotte a poco prima delle sette dall’istituto di geofisica in Emilia. Le più forti si sono registrate intorno all’una e quaranta a pochi minuti di distanza con epicentro nelle campagne fra Medolla, Mirandola e Cavezzo e hanno avuto una magnitudo 3.2. Intanto con l’allerta maltempo, nelle tendopoli si montano altri letti, per dare accoglienza agli eventuali sfollati che finora hanno dormito nelle tende private montate davanti casa o nei parchi.  

Novi di Modena

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Commenti all'articolo

  • vin43

    04 Giugno 2012 - 11:11

    Si sa che il territorio nazionale è per il 70% soggetto a movimenti sismici. Pare che al Sud e precisamente nel Tavoliere e nel Salento, sia storicamente sia statisticamente è accertato che sono poco interessato dai terremoti. Perché non dislocare parte dell’economia del Nord in queste zone? Rimarrebbe tutto in Italia. Si possono spostare risorse umane ed economiche migliorando le infrastrutture per facilitare i collegamenti. Quando ero in Germania, ho conosciuto gente che si spostava ogni giorno per diverse centinaia di chilometri. Ricordo che lì n0n si paga il pedaggio autostradale.

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