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Una storia italiana

"La trappola e il ricatto"
La pornostar del caso Fini
ci riprova col calciatore

Lucia Rizzo e le fotografie rubate con Pasquale Foggia della Samp: indagato il marito di Eva Henger

L'uomo con i soldi estorti avrebbe pagato la produzione del film con Tomas Milian, alias 'Er Monnezza'
Lucia Rizzo, alias Rachele

 

Eccola qua, l’Italia dei piccoli-grandi ricatti veri o presunti, dei malisussurri, delle signorine infilate nel letto altrui con l’intenzione di cavarci qualcosa - e magari invece quel letto nemmeno l’hanno intravisto. Per dire, prendiamo (in senso figurato, s’intende) prendiamo questa Lucia Rizzo alias Rachele. Si dice faccia la pornostar, in ogni caso spettacoli non proprio castigati. L’anno scorso aveva coronato il sogno ed era finalmente divenuta famosa. Magari ricordate: si era nel pieno dello scandalo Berlusconi-escort, e Lucia/Rachele se ne andava in giro sostenendo d’aver passato una notte bollente con il presidente della Camera Gianfranco Fini, in un albergo di Reggio Emilia. S’era presentata pure da chi scrive, pensa te, raccontando una vicenda senz’alcun riscontro possibile, tanto che noi s’era scelto di farci nulla. Poi altre interviste, ancora accuse a Fini. Solo che era vero niente, e dunque ecco la denuncia per diffamazione. Viene convocata in Procura a Roma. Lei scarica parte della responsabilità sul suo manager, tal Federico De Vincenzo. Per poi raccontarne un’altra, di vicenda. Risalente a un paio d’anni prima, ambientata stavolta nell’altro mondo che accende di rabbia e passione gl’italiani: il calcio. Politica e sesso. Calcio e sesso. Sempre qui intorno, si gira. Comunque.

Marzo 2009, città di Catania. Vigilia della partita fra la squadra etnea e la Lazio. Nell’albergo che ospita i biancocelesti si trovano casualmente anche Lucia/Rachele e De Vincenzo, per uno di quegli spettacoli di cui sopra. E niente, i due s’avvicinano ai calciatori, com’è come non è, e insomma vengono scattate delle fotografie. In particolare, la signorina si fa ritrarre insieme con Pasquale Foggia,  centrocampista certo estroso oggi in forza alla Sampdoria. 

Finita qui? Macché. Racconta Lucia Rizzo ai magistrati, come riportato dal Secolo XIX: «De Vincenzo incontrò il suo amico Massimo Caroletti, tifosissimo laziale [nonché attuale compagno della famosa ex pornostar Eva Henger e anche in qualche modo produttore cinematografico, ndr], incontrò Caroletti e gli disse una cosa tipo “ho delle fotografie con cui mi facciola macchina nuova...”». La trappola, scatta la trappola. Pare dunque che proprio Caroletti si sia messo in contatto con i calciatori della Lazio. Anche con l’allora capitano Tommaso Rocchi, il quale però ha poi fatto capire di non aver ceduto al ricatto, «io in quelle foto ci sono finito di straforo, non faccio nulla di strano, perciò ho detto che non avrei sborsato nulla». Invece Foggia ci casca. Convocato dai magistrati, ammette d’aver versato soldi a Caroletti, oltre 50mila euro. Questa è estorsione, secondo la Procura e la Digos che ha eseguito indagini e accertamenti.

Ma Foggia sostiene che quei soldi non furono pagati per evitare la diffusione di immagini che avrebbero potuto imbarazzarlo - anche se, a quanto è dato sapere, nulla  ci sarebbe di scandaloso, perlomeno in quegli scatti - ma per investimento. Nel senso: Caroletti, stando alla ricostruzione degli investigatori, avrebbe mascherato la provenienza el denaro facendoli figurare come finanziamento per una fiction prodotta da lui stesso. Titolo: «Roma nuda», come la canzone di Califano. Capolavoro che avrebbe dovuto segnare il rientro in grande stile nel cinema italico di Tomas Milian, l’indimenticato ’Er Monnezza. Nel resto del cast, i nomi di Franco Califano, Anna Falchi e della stessa Eva Henger. Per la regia di Giuseppe Ferrara, invero conosciuto per pellicole importanti quali quelle sull’omicidio da parte delle Brigate Rosse del sindacalista Guido Rossa e sugli scandali dello Ior, la banca del Vaticano. E però l’opera, uscita nel 2010, non si può dire abbia sbancato il botteghino - cioè, più che altro non ha trovato nessuno che la distribuisse.

E dunque, il film potrebbe essere stato finanziato anche con i proventi di questo ricatto a luci rosse. Per il pm è così, Foggia invece nega e ribadisce la sua versione, Caroletti non l’ha ricattato e quello era un investimento. Certo seguiremo gli sviluppi. In ogni caso, una storia italiana.

di Andrea Scaglia

 

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