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Burocrazia killer

L'aeroporto fantasma
inaugurato 5 anni fa
e mai aperto

A Comiso c'è tutto: terminal, piste e torre di controllo. Ma mancano i soldi per i controllori di volo

La struttura è costata 36 milioni di euro. E' del Comune e per questo il ministero dell'Economia si rifiuta di sganciare i due milioni di euro l'anno necessari al suo funzionamento
L'aeroporto fantasma
inaugurato 5 anni fa
e mai aperto

A Comiso, nota negli anni '80 per la basa Nato che ospitava i missili nucleari Cruise, sono atterrati solo due aerei: quello di D'Alema, che nel 2007 ha inaugurato ufficalmente la struttura (peraltro allora non ancora ultimata) e un modellino telecomandato, che i rappresentanti del comitato pro-aeroporto hanno fatto volare alcuni giorni fa. La vicenda dello scalo costruito nel sud-est della Sicilia è di quelle italiche, dove la burocrazia la fa da padrona. A Comiso c'è tutto: il terminal completo di arredi interni, la torre di controllo, pista e vie di rullaggio nuove di zecca, il parcheggio per le auto. E' tutto lì da più di un anno. Quello che manca sono i passeggeri. Perchè l'aeroporto non ha mai aperto. Motivo? Mancano i soldi per pagare i controllori di volo: due milioni di euro l'anno che il ministero dell'Economia si rifiuta di sganciare perchè lo scalo è del Comune (che l'ha voluto, fatto costruire e che oggi lo gestisce). Cioè, considerato aeroporto privato.

A fine 2011, la Regione Sicilia aveva annunciato che li avrebbe anticipati lei, quei milioni, ma poi non se n'è saputo più nulla. E così, dopo appelli, mobilitazioni e scioperi della fame, oggi l'ex sindaco di Comiso Giuseppe Di Giacomo (che ottenne dall'amico D'Alema il via libera per lo scalo come contropartita per l'ospitalità data a 600 kosovari presso l'ex base Nato a fine anni '90) è partito per Roma, portandosi dietro in pullman alcune centinaia di concittadini. Obiettivo: occupare il terminal delle partenze dell'aeroporto di Fiumicino per convincere il governo a sganciare i soldi per i controllori. L'aeroporto, per il quale sono stati spesi 36 milioni di euro tra fondi europei e Cipe, è nel mirino di Ryanair e di altre compagnie low cost, interessate a servire un'area che con le sue bellezze naturali e le sue città barocche (Ragusa, Vittoria, Modica) sta conoscendo un vero e proprio boom turistico. Il traffico previsto per il primo anno sarebbe di circa 500mila passeggeri. Il 4 luglio, al ministero delle Infrastrutture, si terrà una riunione in cui si discuterà l'ingresso di Comiso nella rete nazionale degli aeroporti. Forse, potrebbe essere la volta buona.

comiso

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Commenti all'articolo

  • Al-dente

    30 Giugno 2012 - 23:11

    Il problema è di chi siano le competenze a gestire tale aeroporto. Uno scalo nazionale, che fa parte delle competenze di uno Stato centrale, non può essere gestito da un comune nè da una regione. E' giocoforza che sia gestito dallo Stato sia per gli oneri che per i guadagni che per tutta la gestione relativa. Il comune non può pretendere di gestire un aeroporto con i soldi dello Stato, nè tantomeno una regione come quella siciliana, dove la lotta a dividersi gli appalti e i guadagni sconfina quasi sicuramente nella mafia. Comune e regione devono cedere allo Stato, ne avranno comunque un ampio ritorno con tutti i servizi derivati e l'incremento del turismo e la facilità di spostamenti con collegamenti per tutta l'Italia. Il Governo ha altre gatte da pelare, per il momento, perciò sono comune e regione che devono fare il primo passo e cedere senza chiedere altro, perchè ne avranno un ampio ritorno lo stesso.

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  • encol

    30 Giugno 2012 - 14:02

    Le notizie arrivano ai giornali ed a noi con il contagocce quasi ci fosse una attenta regia. Certamente se conoscessimo tutti i furti legalizzati e non della casta la rivoluzione già sarebbe in atto da tempo e la "ghigliottina" mediatica, ma neanche troppo, in stato di super lavoro. Dobbiamo renderci conto d'essere circondati da ladri incalliti e di vecchia data, perciò abbiamo il dovere verso le future generazioni di rimettere le cose a posto.

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  • Satanasso

    30 Giugno 2012 - 12:12

    La Casta-Cricca sperpera i soldi pubblici e la guardia di finanza contro di loro non fa niente...Fanno bene quelli che portano i loro risparmi a Lugano !

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