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Tesoretto in banca

Ciancimino, 12 milioni in Svizzera:
altre ombre sull'idolo di Santoro

I pm di Palermo trovano i fondi occulti del padre Vito, gestiti da Massimo. Lui sfotte: "Lì darò in beneficenza ai terremotati"

Ingroia, Santoro e il Fatto Quotidiano lo avevano eletto a idolo e unico testimone della trattativa stato-mafia (anti-Cav...). Tra tritolo in casa e soldi nascosti, ora che diranno?
Massimo Ciancimino

Dodici milioni di euro occultati in conti bancari in Svizzera: eccolo, il tesoro nascosto di Vito Ciancimino, ex sindaco mafioso di Palermo morto nel 2002. Un tesoro consistente, e riconducibile al figlio Massimo, già condannato per riciclaggio dei beni del padre a 2 anni, 10 mesi e 20 giorni. Il pool di magistrati coordinato dal procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia e dai sostituti Dario Scaletta e Lia Sava, ha già avviato la rogatoria per sequestrare i milioni. La procura sta peraltro approfondendo altri episodi di presunto riciclaggio che conducono questa volta in Romania: avrebbe a che fare con l’affare milionario dei rifiuti e la gestione di una maxi discarica a Bucarest. Una nuova, pesante ombra, dunque, sulla credibilità di Massimo Ciancimino, da anni considerato testimone credibile riguardo alla trattativa stato-mafia (e spesso utilizzato anche in chiave anti-Berlusconi) e considerato da magistrati e giornalisti un vero e proprio idolo anti-mafia.

L'ira del Pdl - Proprio su questo punto è durissimo il senatore Pdl Maurizio Gasparri: "Ciancimino Jr aveva tritolo in casa e milioni in Svizzera ma Ingroia e Santoro ne avevano fatto un’icona antimafia. Dovrebbero chiedere scusa pubblicamente". "E' uno dei capitoli più vergognosi della recente storia italiana - prosegue il capogruppo azzurro a Palazzo Madama - ma poichè riguarda icone della sinistra stanno tutti zitti. Io - annuncia il capogruppo Pdl al Senato - non starò in silenzio e denuncerò in tutti i modi questa vergogna".

"Li darò in beneficenza" - La replica di Ciancimino Jr arriva rapida, e naturalmente il figlio dell'ex sindaco di Palermo adombra complotti. "Se c'è il tentativo da parte di qualche procura o della finanza di condizionare le mie dichiarazioni ai magistrati sulla trattativa, qualcuno ha fatto male i conti. Vedo che la saga della caccia al tesoro non smette di avere spazio sulle cronache". E poi una dichiarazione che sembra quasi una provocazione: "Qualunque somma si dovesse trovare in Svizzera, Romania e in qualunque altro posto che sia riconducibile a me la darò in beneficenza alle popolazioni dell’Emilia Romagna colpite dal terremoto e alle famiglie delle vittime della mafia". Il superteste dell’indagine sulla trattativa, nonostante la collaborazione con i magistrati e il carcere e i domiciliari patiti per la calunnia nei confronti dell’ex capo della polizia, Gianni De Gennaro, e per la detenzione di esplosivi, in questi mesi non sarebbe rimasto inattivo e avrebbe cercato di riprendere i vecchi canali e di riattivare i conti nella sua disponibilità. Chi indaga però è a caccia del resto del "tesoro di don Vito": quello già confiscato con la sentenza della Cassazione ammonta a 60 milioni di euro e già questa somma rappresenterebbe solo una minima parte delle immense fortune accumulate dall’ex sindaco mafioso di Palermo con le tangenti del cosiddetto "sacco" edilizio del capoluogo dell’Isola. 

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Commenti all'articolo

  • peteralm39

    09 Luglio 2012 - 14:02

    anche pochi euro, gli mando molto volentieri il mio indirizzo, considerato che sono soldi delle nostre tasse, potrei in questo modo riavere una parte di quanto dovuto agli onesti.

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  • nevenko

    08 Luglio 2012 - 17:05

    si devono vergognare per le tante balle che hanno raccontato ai loro estimatori che se le sono bevute tutte.Spero che questi due personaggi continuino a perdere consensi per il danno che hanno provocato all'Italia e ad alcune persone.Vedremo come se la caveranno sulla La7 questi due signorini bisbetici.

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  • ciannosecco

    08 Luglio 2012 - 16:04

    Se tu ascoltassi le intercettazioni tra Ciancimino jr e Srangi e andassi a parlare com la vedova del Carabiniere Lombardo,ti rendersti conto che i due sono dei pezzi di merda.Inutile fare osservare ai dementi come te,che non è normale che,dopo essere stato sbugiardato varie volte nei processi e dopo avere usato i pc riservati della Procura per farsi i cazzi suoi,questo furbastro deve essere spedito di corsa in carcere.Ebbene questa merdaccia è stata osannata dal compare di vacanza di Ciuro e dall'ossigenato ex parlamentare del PD.Basta e avanza per far vergognare pure uno scimpanzè.Tu evidentemente appartieni ad un livello inferiore.

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  • gian60

    08 Luglio 2012 - 12:12

    I PM ufficiali facciano ciò che devono, i PM ufficiosi siano più cauti. Il segreto è tutto qui. Se poi, questi ultimi, mi vorranno spiegare che la "lotta di classe" ha bisogno di martiri e "qualunque mezzo" per affermarsi, si evitino la spiegazione: la sappiamo già!

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