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In Campania

Camorra, maxi-blitz contro i Casalesi: sequestrato quasi un miliardo di euro

Colpo grosso dell'antimafia: beni per oltre 800 milioni confiscati a un imprenditore vicino al clan di Sandokan Schiavone

Beni per 800 milioni di euro sono stati sequestrati ad un imprenditore edile legato al clan dei Casalesi. Il sequestro è stato eseguito dalla Guardia di Finanza di Napoli su ordine dei pm della Direzione distrettuale antimafia. L’indagine ha consentito di ricostruire l’entità del patrimonio dell’imprenditore e individuare numerosi prestanome, titolari di società attive nel settore immobiliare ed edilizio ai quali nel tempo sarebbero stati intestati beni immobili, auto e imprese allo scopo di sfuggire alle indagini.

Paolo Schiavone era stato arrestato dalla Squadra Mobile di Caserta e dal Centro Operativo Dia di Roma nel maggio 2010, nell’ambito dell’operazione 'Sud Pontino', che aveva svelato le infiltrazioni ed i condizionamenti del clan dei Casalesi ala Schiavone nelle attività dei principali mercati ortofrutticoli del centro e del Sud Italia. In particolare veniva imposto il monopolio dei trasporti su gomma a una ditta di San Marcellino (Ce), formalmente intestata all’imprenditore Costantino Pagano, anche lui arrestato, ma   riconducibile direttamente alla famiglia Schiavone, ed in particolare ai gruppi capeggiati da Francesco Schiavone, alias Sandokan, ed all’omonimo cugino Francesco Schiavone, alias Cicciariello, attraverso  i rispettivi figli.

L'indagine aveva evidenziato l’importanza assunta dal clan dei Casalesi nel gotha criminale nazionale tanto che, per imporre alla ditta di trasporto il controllo esclusivo nello strategico settore dei trasporti dei prodotti ortofrutticoli sulle tratte da e per la Sicilia, aveva stretto una vera e propria alleanza commerciale, fondata su metodi tipicamente mafiosi, con esponenti di spicco della mafia siciliana e con i loro emissari imprenditoriali, che controllavano il commercio all’ingrosso e la distribuzione di tali beni nei principali mercati dell’isola. In tale contesto erano state   emesse oltre 60 ordinanze di custodia cautelare in carcere. L'operazione di oggi ha portato al sequestro, propedeutico alla   confisca, di un’azienda di allevamento di bovini e bufalini e produzione di latte, 4 terreni, quota del 50% di terreno, quota del 50% di fabbricato rurale e di un appartamento.

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