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Carrozzone di Stato

Il "concorsone" della scuola:
uno spreco da 150 milioni di euro

Tra un mese il bando. Sarà aperto a chi è già nelle graduatorie e quindi già in lista per una cattedra. Ma allora a cosa serve?

Il ministro dell'Istruzione Profumo:  "I vincitori potranno accelerare l'ingresso nel mondo della scuola".
Il "concorsone" della scuola:
uno spreco da 150 milioni di euro

I numeri, in epoca di vacche magre, sono da choc. All'imminente concorso per la scuola (manca meno di un mese al bando di concorso) per 11.892 cattedre negli istituti statali, il primo dopo 13 anni, potrebbero partecipare tra i 180mila e i 300mila candidati. Per una spesa che è stimata dai 150 milioni di euro in su (a seconda di quanti saranno effettivamente i partecipanti). Trattasi di persone che sono già nelle graduatorie per accedere a una cattedra. Da cui la legittima domanda sulla effettiva utilità del concorso, alla quale il ministro dell'Educazione Francesco Profumo ha risposto dicendo che "i vincitori potranno accelerare l'ingresso nel mondo della scuola".

Il concorso avverà in ben tre fasi, visto l'enorme numero di candidati: una prova di selezione (presumibilmente da svolgersi a fine ottobre) scremerà il grosso tramite una valutazione della loro capacità logica, di comprensione verbale, le loro competenze linguistiche e informatiche; sarà seguita da una prova di competenze di settore; e da una lezione simulata, nella quale saranno valutate le capacità dello stare insieme in classe del candidato, delle attitudini della persona a rapportarsi con i giovani".

Il ministro Profumo replica così alle polemiche sui numeri "monstre" del concorso: "E' previsto da una legge. Per 13 anni non se ne sono fatti. E i posti a disposizione sono il risultato del turn over degli anni precedenti. Una quota è di recupero e viene dalle sole graduatorie. La legge prevede invece il doppio canale: graduatorie e concorso. Abbiamo risposto a quello che dice la legge. Se non va bene la legge forse il governo avrebbe dovuto cambiarla".

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Commenti all'articolo

  • cavallotrotto

    30 Agosto 2012 - 17:05

    se non ho letto male , si dice che i precari sono tali da oltre dieci anni . dieci anni fa si trovava tranquillamente un lavoro , nel privato è vero , ma se eri una persona con capacità , sicuramente prendevi uno stipendio civile . questi lavativi che vogliono lavorare solo 18 ore a settimana , perchè non si sono specializzati infermieri di sala operatoria , o hanno fatto concorsi per polizia municipale , dove i laureati sono in maggioranza ? semplice poi si deve lavorare , non mi fanno pena

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  • darkstar

    29 Agosto 2012 - 01:01

    ... stá gia comprandosi i voti,con i nostri soldi

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  • bellissimo

    28 Agosto 2012 - 18:06

    Vogliono chiudere ospedali e sale operatorie.Bè,pazienza ma almeno moriremo istruiti.Mah!!

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  • encol

    28 Agosto 2012 - 17:05

    Hai ragione pensa che la stessa cosa, mi riferisco alla corruzione dilagante , all'assenteismo come pratica giornaliera, la trovi in giustizia e sanità. In quest'ultima addirittura entrano solo raccomandati e figli di.. il punteggio di laurea nemmeno lo guardano-

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