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La sharia del volante

Il prefetto gli nega la patente:
"Non è moralmente degno"

A Genova viene rifiutato il permesso di guidare a un uomo che ha già scontato la sua condanna e si è ricostruito mattone per mattone un'esistenza

La follia del codice delle strada: è possibile negare la patente a chi è "indegno". Una norma mai applicata (o quasi)
Il prefetto gli nega la patente:
"Non è moralmente degno"

"Ora, poi uno dovrà anche chiedersi come mai vien chiesto proprio a lui - ...proprio a me, intendo...  -  il pezzo su questa storia del «moralmente indegno». Ma tant’è, la faccenda è davvero interessante, val la pena di ragionarci. Vicenda la cui eco giunge da Genova, raccontata dal Secolo XIX.  E dunque, succede che a questo Matteo G. -  41 anni, ora rappresentante di commercio ma con un passato travagliato - succede che gli venga tolta la patente per tre anni. Motivo: «È moralmente indegno», così stabilisce il signor prefetto, sulla base di una disposizione contenuta nel codice della strada - per la verità sconosciuta ai più, tanto che a quanto è dato sapere risulta quasi inapplicata: si tratta dell’articolo 120, quello sui «requisiti morali per ottenere il rilascio della patente di guida», che nega tal possibilità ai mafiosi in divieto o obbligo di soggiorno e anche ai condannati per reati di droga", spiega Andrea Scaglia su Libero in edicola oggi. E Matteo fu proprio condannato per una brutta storia di spacio di cocaina. Matteo ha poi scontato la sua condanna e si è rifatto una vita. Ma il prefetto di Genova applica la "sharia del volante" e gli vieta la patente, poiché "non moralmente degno".

Leggi l'approfondimento su Libero in edicola oggi, giovedì 20 settembre

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Commenti all'articolo

  • thorglobal

    20 Settembre 2012 - 18:06

    Scusate,tutti coloro che hanno investito un pedone,uccidendolo,e sono fuggiti sono degni di guidare?Questo è un paese molto strano.

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  • fonty

    fonty

    20 Settembre 2012 - 16:04

    E' vero, la figura del prefetto fu istituita da Napoleone perchè occupato com'era a far guerre in ogni dove dovevano essere, -parole sue- "i suoi occhi e le sue orecchie" , così come anche le famigerate province, sul modello di quelle francesi, oltre ad alcune valide leggi ed altre infami e da trogloditi, come per i suoi soldati il diritto di stupro delle donne e del bottino autorizzato in ogni posto dove passavano. ( Del resto, anche nell'ultima guerra in Ciociaria, i francesi al comando del gen. Juin si ripeterono con gli stessi misfatti) Caduto Napoleone, tutto tornò come prima, meno l'estinzione dei prefetti e delle province che ancora oggi ci deliziano. E aggiungo, purtroppo per i Veneti, la serenissima millenaria repubblica di venezia uccisa da napoleone, passò all'Austria e vi rimase fino al referendum farlocco del 1866, dopodichè incorporati nel regno d'Italia e ridotti in miseria, iniziò la diaspora dei Veneti per il mondo a centinaia di migliaia, paesi interi. Cordialità.

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  • antari

    20 Settembre 2012 - 14:02

    Perche' Fabrizio Corona ha ancora la patente? (o spera di riaverla?)

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  • silvano45

    20 Settembre 2012 - 13:01

    prefetti questori magistrati alti burocrati alti stipendi ma la meritocrazia o la loro utilità??????? Per la magistraura la giustizia per efficenza nel mondo è al 160 posto colpa di berlusconi? per la pubblica amministrazione lo dice la corte dei conti alta corruzzione poca rfficenza allora a casa tutti

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