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Crisi a Taranto

Ilva, il Gip contro l'azienda: niente produzione senza bonifica

La Todisco respinge la richiesta di Ferrante che chiedeva di poter bonificare gli impianti continuando a produrre. Protesta degli operai

Otto dipendenti sono saliti sulla torre del camino E312: sciopero della fame e della sete. Angeletti (Uil): "Qua è dieci volte peggio della Fiat"
Ilva, il Gip contro l'azienda: niente produzione senza bonifica

 

No al piano di risanamento dell'Ilva di Taranto proposta dall'azienda. Il Gip Patrizia Todisco ha respinto la richiesta sulla minima capacità produttiva: di fatto lo stabilimento non potrà tornare in funzione prima della completa bonifica delle strutture inquinanti. Il piano di risanamento da 400 milioni di euro presentato dal presidente di Ilva Bruno Ferrante prevedeva una parziale deroga alla fermata di alcuni impianti suggerita dai custodi giudiziari, necessaria per permetterne il rifacimento di alcuni altoforni ed impianti delle cokerie giudicati altamente inquinanti. La sentenza del Gip di Taranto complica non poco la situazione dell'azienda siderurgica, una crisi che secondo il segretario generale della Uil Luigi Angeletti è "dieci volte più grave di quella Fiat in termini di impatto sociale, di perdita di ricchezza, di occupazione e competitività di questo paese". 

La protesta degli operai - Prosegue intanto la protesta degli operai Ilva. Otto di loro, saliti questa mattina su una torre del camino E312 dello stabilimento tarantino, si sono incatenati e sono in sciopero della fame e della sete. I lavoratori, che si trovano a circa 50 metri di altezza, hanno srotolato alcuni striscioni visibili dalla sede stradale. Altri 8 operai, 4 dipendenti diretti e 4 dipendenti di una ditta esterna che effettua manutenzioni, si trovano da martedì pomeriggio sulla  passerella di un nastro dell’altoforno 5 (afo5) in una posizione distante dagli operai del camino E312. Stamane numerosi lavoratori si sono radunati davanti alla sede della direzione dell’azienda nei pressi della statale Appia.

Lo sciopero - Domani e venerdì si terranno poi due giornate di sciopero indetto da Fim Cisl e Uilm. I sindacati intendono così protestare contro il rischio che la fabbrica si fermi, rischio adesso più concreto dopo il no del gip.

 

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Commenti all'articolo

  • ciannosecco

    28 Settembre 2012 - 20:08

    Magari chiudesse l'Ilva,non vedo l'ora.Vogli un gulag a Martina Franca,dove rinchiudere i magistrati che se ne sono sbattuti i cglioni per tutti questi anni,compreso i politi e gli industriali.Voglio che chi sbaglia deve pagare.

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  • grisostomo

    grisostomo

    28 Settembre 2012 - 13:01

    Fatele pagare i danni ....

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  • gispo

    27 Settembre 2012 - 12:12

    ...non spariamo sempre al magistrato. E' chiaro che riva vuol chiudere lo stabilimento, altrimenti non avrebbe riproposto gli stessi interventi del 2003 che risultarono inefficaci essendo semplicemente un pagliativo per mettere a posto. Sai cosa fecero allora chi doveva controllare?...aumentarono i parametri delle emissioni in modo che lo stabilimento rientrasse nella normalità. Quindi, i 400milioni messi a disposizione per quelli interventi sono l'ennesima presa in giro. Il suo obbiettivo è di chiudere scaricandosi da tutte le responsabilita e riversarle ai magistrati che anno eseguito il rispetto delle leggi approvate dal parlamento Italiano. Finiamola di dare addosso alla Todisco, L'ILVA chiuderà a prescindere, è solo questione di tempo. Ora a Taranto stanno facendo lo sciopero, sai come lo effetuano?..200-300 operai per strada a bloccare la città è tutti gli altri 12000 a produrre per riva e continuare ad inquinare, lo stabilimento non ha mai smesso di lavorare come fanno credere.

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  • ciannosecco

    27 Settembre 2012 - 10:10

    già una volta la Todisco era stata dichiarata incompetente dal Riesame..vedremo..

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