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Morto Carlo Marcelletti

Il chirurgo delle polemiche

Morto Carlo Marcelletti

E' morto a Roma, nell'ospedale San Carlo di Nancy, il cardiochirurgo Carlo Marcelletti. Era stato ricoverato stamane per un malore cardiaco. E' deceduto intorno alle 13. Fra due mesi avrebbe compiuto 65 anni.
Il medico di fama internazionale, pioniere dei trapianti sui bambini - è suo il primo trapianto di cuore su bambino in Italia - già primario cardiochirurgo pediatrico presso gli ospedali del Bambin Gesù di Roma, Modena e Palermo, nella sua lunga carriera ha visitato più di 25.000 bambini e ne ha operati più di 10.000.
Dopo aver tentato senza successo la carriera politica candidandosi a sindaco di Ancona, otto anni fa era diventato un personaggio mediatico in seguito al tentativo di separare due gemelline siamesi peruviane. L'operazione non riuscì e scatenò polemiche per la scelta di sacrificare una delle due bambine per lasciare in vita l'altra.
Fu arrestato un anno fa per truffa aggravata ai danni dello Stato, peculato e concussione: si sarebbe fatto dare dai genitori dei pazienti somme di denaro, sotto forma di donazioni all'associazione Abc (Associazione per la cura del bambino cardiopatico-Onlus), da lui presieduta e gestita, in cambio di una "corsia preferenziale" idonea ad assicurare ai piccoli degenti una sistemazione migliore rispetto a quello di un ricovero ordinario.
La carriera - È legato al primo trapianto di cuore eseguito in Italia 10 febbraio dell'86 su di un bambino di Roma, Ivan di Fratta, una delle tappe più importanti della carriera di Carlo Marcelletti. Cardiochirurgo di fama internazionale Marcelletti è nato nel 1944 a Maiolati Spontini, in provincia di Ancona; si è laureato in Medicina e chirurgia all'Università Cattolica di Roma. Dopo la laurea si è perfezionato in cardiochirurgia in Inghilterra e negli Stati Uniti. Dal 1975 si è specializzato in cardiochirurgia pediatrica alla Mayo Clinic di Rochester (Minnesota).
Nel 1978 ha fondato e diretto il centro di cardiochirurgia pediatrica dell'Accademisch medisch Centrum di Amsterdam. Rientrato in Italia, nel 1982 è diventato primario cardiochirurgo del dipartimento medico chirurgico dell'ospedale Bambin Gesù di Roma. Oltre ad aver effettuato il primo trapianto su un bambino , Maercelletti ha tentato la terapia chirurgica di malformazioni congenite del cuore in soggetti in età pediatrica. Dopo un periodo di stop dall'attività chirurgica e di studio all'estero, Marcelletti si trasferisce a Palermo dove attualmente opera presso la Divisione di Cardiochirurgia Pediatrica dell' ospedale Civico.
Nel mese di maggio del 2000 Marcelletti coordinò, insieme con il collega William Norwood della Dupont Foundation di Philadelphia, l'equipe di chirurghi che tentò di separare le sorelline siamesi di origine peruviana Marta e Milagros. Purtroppo il tentativo non riuscì e sulla vicenda si scatenarono polemiche di ordine etico sul fatto di scelgiere di mantenere in vita una bambina e non l'altra. Marcelletti era intervenuto solo in altri due casi analoghi, anche se meno gravi: nel 1989 il comitato etico dell' ospedale Bambin Gesù di Roma non diede l'assenso all'intervento e i gemelli, originari di Santo Domingo, morirono tre mesi dopo.
Tre anni dopo, a Philadelphia, l'operazione fu autorizzata e uno dei bambini sopravvisse. Nel maggio del 2008 il cardiochirurgo è stato coinvolto in alcune vicende giudiziare legate alla sua attività professionale che lo hanno portato agli arresti domiciliari a Palermo. Dal novembre scorso aveva lasciato l'attività all'ospedale Civico.

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