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L'incidente

Ilva, scoppio nel reparto sequestrato
A Taranto un operaio ustionato

Ustioni di primo grado sul corpo di un 34enne: stava ripulendo l'interno di un convertitore e sono saltate delle scorie incandescenti

Le ferite sono state giudicate guaribili in otto giorni
Lo stabilimento dell'Ilva

Lo stabilimento dell'Ilva

 

Un operaio dell’Ilva, Giuseppe Raho, è rimasto ustionato lievemente mentre effettuava alcune operazioni all’interno del reparto 'Grf', Gestioni rottami ferrosi, uno di quelli posti sotto sequestro. Le ustioni sono di primo grado e al lavoratore il personale dell’infermeria Ilva lo ha giudicato guaribile in otto giorni. Secondo la versione fornita dai sindacati, l’operaio stava ripulendo con un’attrezzatura speciale montata su un escavatore l’interno di un convertitore di acciaieria quando, improvvisamente, sono saltati alcuni pezzi di scorie incandescenti che hanno rotto il vetro della cabina di guida dell’escavatore. 

Frantumazione delle scorie - In questo reparto la pulizia dalle scorie di convertitori e siviere avviene utilizzando martelli pneumatici particolari, con i quali gli operatori frantumano le scorie che, durante il processo di lavorazione, si solidificano all’interno dei grandi contenitori usati nel ciclo siderurgico. Il Grf è uno dei reparti dell’area a caldo dell’Ilva posti sotto sequestro con l’ordinanza emessa lo scorso 25 luglio dal gip di Taranto, Patrizia Todisco, nell’ambito dell’inchiesta giudiziaria che vede i vertici aziendali e societari dell’Ilva accusati di disastro ambientale.

 

Taranto

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