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Napolitano boccia la "new town" di Silvio
Bisogna ricostruire l'Aquila

Napolitano boccia la "new town" di Silvio
Bisogna ricostruire l'Aquila

A due passi da Gianni Letta, abruzzese e conosciutissimo in città, Giorgio Napolitano boccia quello che avrebbe dovuto essere il fiore all’occhiello del Governo Silvio Berlusconi: la ricostruzione dell’Aquila. Lo fa con toni soffici, ma inequivocabili. "E' l’ora di ricostruire", dice. Il riferimento è all’evidente stato del centro della città, tutto puntelli e palazzi pieni di crepe. Ma soprattutto a come la ricostruzione è stata pensata e progettata fin dall’inizio: fuori città, con una formula sintetizzata nel neologismo inglese "new town". Come se il gioiello urbanistico voluto da Federico II fosse anticaglia da buttar via.

Il centro della città In pieno centro, all’ombra del castello, sorge invece da oggi il nuovo auditorium, donato da Renzo Piano e dalla provincia autonoma di Trento. Leggero, ecosostenibile e probabilmente destinato a restare nei manuali di architettura. Quello che avrebbe dovuto essere L’Aquila, e che invece non è ancora. L’Aquila dimenticando i progetti di una new town fuori dell’attuale centro. L’auditorium, dice non a caso il Capo dello Stato indicando l’opera di Renzo Piano, "non è solo un simbolo, ma è già una realtà, concreta e molto bella". Uno splendido inizio, un augurio di resurrezione "perchè qui rinasce alla vita la grande cultura musicale in questa città". Ora deve venire il resto. Ci tiene, il Presidente, a far sapere di aver sollevato la questione con il ministro della coesione regionale Barca, mentre faceva il giro del ripristinato Museo archeologico. "Ho ricevuto dal ministro Barca molti elementi concreti sui lavori in corso e sui finanziamenti decisi" sia privati che pubblici, commenta soddisfatto, "Mi pare ci siano prospettive serie", ha proseguito Napolitano", è tempo di pensare a ricostruire la città al di là di precedenti esperienze che puntavano piuttosto a costruire fuori. Oggi costruiamo dentro e mi pare la strada giusta". La strada giusta, quella che passa per il centro della città.

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Commenti all'articolo

  • gioch

    09 Ottobre 2012 - 09:09

    Peccato fosse riferito a Napolitano.

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  • gioch

    09 Ottobre 2012 - 09:09

    Peccato sia riferito a Napolitano!

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  • rovera

    09 Ottobre 2012 - 06:06

    Il nostro zar Giorgio ha sputato su una delle cose migliori fatte in italia: dare subito un tetto a chi non lo aveva più. Ma questo non conta, meglio un container, una tenda, un albergo, lo dice il giorgetto che ha per casa il quirinale. A pensarci, poteva ospitarli tutti, le camere non sarebbero mancate. Ma dall'alto del suo colle ora, il capo dello stato ( quale stato?) pontifica. Come dice il detto: dall'alto del monte il superbo guarda in basso e vede tutti piccoli, ma sotto tutti guardano in alto e vedono piccolo lui.

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  • fonty

    fonty

    08 Ottobre 2012 - 19:07

    Caro il non mio presidente, tu parli da politico, se fossi un tecnico non spareresti minchiate. Ricostruire la città dov'era cosa vuol dire ? vuol dire rappezzare gli edifici e renderli agibili con grande dispendio di quattrini, tanto paga il solito pantalone, poi alla prossima scossa viene giù tutto come e più di prima e allora di chi saranno le colpe ? Ma sicuro, dei costruttori ladri e delinquenti, non di chi ha fatto certe scelte scellerate. Ricostruire in modo sicuro vuol dire partire dalle fondamenta per renderle antisismiche, ciò che non si può fare con i palazzi esistenti se non radendo al suolo la città completamente con costi astronomici ed ottenendo lo stesso risultato che ricostruire con criteri nuovi da un altra parte ma con costi minori. Ma forse c'è qualcuno che spera in un altra Irpinia, che stiamo pagando ormai da 35 anni.

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