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La cosa pubblica

Due anni e mezzo di carcere
all'ex segretario Gifuni
per gli sprechi del Quirinale

Il funzionario del Colle avrebbe utilizzato manodopera della tenuta di Castel Porziano per costruire un mobile in legno destinato alla sua abitazione

Il Pm ha chiesto la condanna per abuso d'ufficio e peculato: "Il valore dell’armadietto è irrilevante per il reato nel momento in cui sono impiegati beni appartenenti alla pubblica amministrazione"
Due anni e mezzo di carcere 
all'ex segretario Gifuni
per gli sprechi del Quirinale

Due anni e mezzo di reclusione per l’ex segretario generale della presidenza della Repubblica, Gaetano Gifuni, accusato di abuso d’ufficio e peculato perchè coinvolto nell’inchiesta sui presunti sprechi dei fondi destinati dal Quirinale alla gestione della tenuta presidenziale di Castelporziano. In particolare l'accusa contestata a Gifuni si riferisce all’utilizzazione di manodopera della tenuta di Castel Porziano e alla costruzione di un mobile in legno destinato alla sua abitazione. "Il valore dell’armadietto costruito per la casa di Gifuni - ha detto il pm Paolo Ielo nel corso della requisitoria - è irrilevante per il reato nel momento in cui sono impiegati beni appartenenti alla pubblica amministrazione. Se il sindaco di un Comune utilizzasse maestranze comunali per fare un armadio a casa sua avremmo dubbi a dire che è peculato? Allo stesso modo, se un pm utilizzasse gli autisti della Procura per fini privati certamente commetterebbe il reato di abuso".

Il pm Paolo Ielo ha anche sollecitato ai giudici della ottava sezione penale del tribunale di Roma anche la condanna a due anni e otto mesi di reclusione dell’ex direttore della tenuta, Alessandro De Michelis, che risponde di peculato e falso. L’assoluzione è stata chiesta, invece, per Giorgio Calzolari, un funzionario del Servizio Tenute e Giardini del Quirinale, e Paolo Di Pietro, contabile della tenuta presidenziale. Nel corso del procedimento aveva già patteggiato la pena a cinque anni di reclusione, di cui 3 condonati grazie all’indulto, il contabile Gianni Gaetano.  E’ stata, infine, stralciata la posizione di Luigi Tripodi, nipote acquisito di Gifuni, in passato al vertice del Servizio Tenute e Giardini accusato di essersi appropriato di oltre 4 milioni di euro tra il il 2002 e il 2008. 

"Col rispetto che ho sempre avuto nei confronti della magistratura ho preso atto delle conclusioni del pm. Certo della mia innocenza attendo serenamente la sentenza del   tribunale". Così l’ex segretario generale della presidenza della repubblica, Gaetano Gifuni, ha commentato la richiesta di condanna. Il processo dovrebbe concludersi il 26 novembre prossimo dopo gli interventi degli avvocati della difesa.

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Commenti all'articolo

  • peroperi

    10 Ottobre 2012 - 11:11

    rispetto a TUTTI questo è un santo

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  • Bolinastretta

    09 Ottobre 2012 - 15:03

    il testo cita:il valore dell’armadietto è irrilevante per il reato nel momento in cui sono impiegati beni appartenenti alla pubblica amministrazione. E QUANTO COSTERA' QUESTA PROCEDURA IN TRIBUNALE? IL PM ILLUMINATO NON E' UN BENE IN CARICO DI STIPENDIO ALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE???

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  • gioch

    09 Ottobre 2012 - 11:11

    E i detenuti in attesa di giudizio lo vogliono "santo subito"!

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  • gibuizza

    09 Ottobre 2012 - 10:10

    "Il valore dell’armadietto è irrilevante per il reato nel momento in cui sono impiegati beni appartenenti alla pubblica amministrazione". Certo, usare del legname, che magari sarebbe stato buttato, oppure utilizzare una persona, magari a tempo perso, è come rubare miliardi di euro al popolo per darli alle banche! Per voi magari sì, per me assolutamnete NO!

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