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La sentenza

Cacciare da casa il coniuge è reato

La Cassazione ha respinto il ricorso di un uomo condannato per aver mandato via la moglie

Attenzione a sbattere fuori di casa il marito o la moglie. La casa appartiene a entrambi e nessuno ha il diritto di appropriarsene se non viene stabilito da un giudice. Insomma se l'amore è finito, deve essere scritto nero su bianco, altrimenti cacciare il coniuge è reato. A stabilirlo è la Corte di Cassazione che oggi ha confermato la condanna inflitta dalla Corte d’appello di Palermo a un uomo di 51 anni ritenuto responsabile di violenza privata, lesioni personali, danneggiamento e ingiuria ai danni della moglie. 

La sentenza - In particolare, il reato di violenza privata era stato contestato all’uomo per aver mandato via da casa la moglie: l’imputato si era difeso dicendo che, al momento del fatto, la consorte era tornata a vivere dai suoi genitori, per cui la casa familiare era per così dire "in uso" soltanto a lui, pur non essendovi "provvedimenti di assegnazione" dell’abitazione stabiliti dal giudice. Ma la Suprema Corte ha rigettato il ricorso del marito sottolineando che "la donna, anche se temporaneamente trasferitasi presso i genitori, aveva il diritto di tornare, né il marito poteva escluderla dalla casa coniugale".

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Commenti all'articolo

  • luigi123

    16 Ottobre 2012 - 17:05

    Ormai se non c'e' un giudice che dice si o no non si puo' piu' nemmeno respirare. Mi penso ai malati terminali. Non so se andiamo verso il declino o verso un certo "paradiso terrestre". Forse si potra' fumare per legge... come non si puo' fumare per lo stesso motivo. Io sto per terminare la mia presenza qua in questo pianeta, e, veramente, mi spingono a dire arrivi quel momento al piu' presto. Ce la mettono tutta davvero... pensiamo al Monti_tax. Auguri a tutti.

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