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"Tangenti per una discarica", nuove ombre sul Pirellone

Indagati i vertici della Compagnia delle Opere di Bergamo

"Tangenti per una discarica", nuove ombre sul Pirellone

 

Nuove ombre giudiziarie si allungano sul Pirellone nel tardo pomeriggio di martedì 16 ottobre, in cui Roberto Formigoni interviene in Consiglio regionale e annuncia che la "legislatura è giunta al termine" e spinge l’acceleratore verso il voto. Il governatore ha spiegato che, nei prossimi giorni, darà "vita a una giunta rinnovata di persone esterne alla politica" lombarda e confermato la determinazione a cambiare la legge elettorale, ma, ha avvertito, non è una priorità e si può andare al voto "prima di Natale" anche con quella attuale. Formigoni aveva finito di parlare da qualche ora e su Palazzo Lombardia si sono riaccesi i fari della Procura. 

Compagnia delle Opere Si tratta dell’indagine sulla discarica di amianto nel Cremonese per la quale è finito in carcere, nel novembre scorso, l’ex vice presidente del Consiglio regionale lombardo, Franco Nicoli Cristiani. Nell’inchiesta, si è appreso, sono indagati, con l’accusa di corruzione, anche il presidente e l’ex vice presidente della Compagnia delle opere di Bergamo, Rossano Breno e Luigi Brambilla. Oggi la guardia di finanza ha setacciato le sedi delle società di cui sono amministratori. Un imprenditore, Pier Luca Locatelli, sospettano i pm, avrebbe realizzato lavori gratis in una scuola e versato denaro a Breno e Brambilla, affinchè favorissero la Cavenord di Locatelli ottenendo la trasformazione della cava di cappella Cantone in discarica di amianto. Negli sviluppi dell’inchiesta, in particolare, a Breno e Brambilla viene contestato di avere interceduto, presso gli amministratori della Regione, per svoltare la situazione a favore di Locatelli, anche attraverso una delibera "su proposta di Roberto Formigoni" datata 20 aprile 2011.

Nuove rivelazioni Ancora prima del battesimo, il percorso della nuova giunta Formigoni si complica  E potrebbero accorciare il cammino verso il voto, col rischio di vanificare i desideratà dell’alleato Lega Nord che, contrariamente al governatore, vorrebbe arrivare ad aprile e accorpare regionali e politiche in un unico election day. In serata, Angelino Alfano si è limitato ad assicurare che in Lombardia si andrà a votare "presto", anche se la data "non è stata ancora stabilita". Molto dipende anche dalla trattativa e dal dialogo dell’alleanza a livello nazionale con la Lega Nord. Il Carroccio non ha mai nascosto di ambire al posto di governatore lombardo e di voler mettere quella poltrona sul piatto dell’intesa nazionale, così come ha ribadito Roberto Maroni. Asprirazioni, quelle del segretario federale dei 'lumbard’, subito bocciate da Formigoni che ha definito "irrituale" un’eventuale candidatura dell’ex ministro dell’Interno (sabato si terranno le primarie organizzate dal Carroccio). In ogni modo, sicuramente, la Lega, malgrado le tensioni dei giorni scorsi, parteciperà con un suo rappresentante alla nuova giunta, come ha chiarito il segretario lombardo, Matteo Salvini (con tutta probabilità si tratterà del vice presidente Andrea Gibelli). Mentre alleato del governatore verso un’accelerazione del voto potrebbe essere il Pd, favorevole a tornare alle urne il prima possibile. Molto dipende dalla discussione sulla legge elettorale: la Commissione affari istituzionali è stata chiamata a riunirsi in seduta urgente già da domani, mentre il presidente Fabrizio Cecchetti ha convocato per giovedì prossimo il consiglio per l'approvazione della nuova legge.

 Dimissioni Il presidente della Compagnia   delle Opere di Bergamo, Rossano Breno, "ha comunicato questa mattina   al consiglio direttivo le proprie dimissioni, immediate e   irrevocabili, dagli incarichi ricoperti nell’associazione". Ne dà   notizia la Cdo orobica.  Breno, in carica dall’ottobre 2004, ha motivato la propria   decisione: “Nella giornata di ieri, 16 ottobre - afferma - mi è   stata notificata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di  Milano una informazione di garanzia circa un mio asserito   coinvolgimento affinchè gli amministratori della Regione Lombardia   favorissero, con atti contrari ai doveri d’ufficio, gli interessi   imprenditoriali di Pierluca Locatelli".   “Ho già avuto modo di dichiarare agli organi di stampa -   continua Breno - di sentirmi sereno e ribadisco di essere estraneo   alle accuse che mi vengono mosse. Sono certo di poter rappresentare   nelle sedi competenti la mia assoluta buona fede. Da parte mia ho   sempre cercato di agire nel rispetto delle regole. Ne è testimonianza  la mia vita, dedicata alla mia azienda e il mio impegno nelle opere   caritative ed educative". 

 

 

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Commenti all'articolo

  • iltrota

    17 Ottobre 2012 - 18:06

    Pare che Di Pietro voglia dimettersi dall' IDV e tornare a dar manforte ai pool investigativi!!! paqre ci sia molto da lavorare, specie in Lombardia. Che koglionazzi i pdellini!!

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  • feltroni ve le suona ancora

    17 Ottobre 2012 - 13:01

    A ladriiiiiii

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