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Processo Ruby, i dubbi del giudice: "La statua del Cav era in erezione?"

Incredibile domanda a un collaboratore di Berlusconi. Risolto il mistero, la giustizia italiana può finalmente dedicarsi a cose serie
La statua di Priapo

 

di Andrea Morigi

Risolto il mistero della statuetta. Se la verità giudiziaria è destinata a tramandarsi negli annali di storia patria, ebbene, ieri al Tribunale di Milano, si è finalmente chiarito un punto cruciale delle cronache repubblicane. Forse non si studierà mai nei manuali di storia dell’arte, ma un fatto è certo: a Villa San Martino, residenza di Silvio Berlusconi, è conservata effettivamente la mitica statuetta lignea, che rappresenta però il dio africano della fertilità e non Priapo come invece avevano riferito alcune ragazze ospiti delle cene eleganti con il Cavaliere e la sua corte dei miracolati.

La testimonianza - La conferma arriva da Lorenzo Brunamonti, assistente alla persona dell’onorevole Berlusconi, chiamato a testimoniare di fronte alla corte d’assise. Quando il maggiordomo risponde alle domande del collegio di difesa apprendiamo che l’oggetto intagliato si aggira sui dodici-tredici centimetri di lunghezza e raffigura un uomo nudo. Si vede che non si sta discutendo esattamente del suo argomento preferito. Gira intorno alla descrizione, forse per pudore finché non è costretto all’angolo dalla presidente della giuria, Giulia Torri che lo inclaza: «La statuetta aveva il membro in erezione?». «No», dichiara secco Brunamonti e contribuisce così a svelare, smitizzandolo una volta per tutte uno dei maggiori segreti di Arcore.

Si era favoleggiato a lungo di giochi erotici proibiti con quella sorta di idolo pagano. Pareva addirittura che, giunte al culmine dell’ebbrezza, le sacerdotesse del culto fallico si abbandonassero lascive ad adorarlo. Una certa Chiara Danese aveva perfino descritto, al processo in corso a Milano, una scena da rito orgiastico, con le più assatanate che «baciavano il pene della statuetta di Priapo e simulavano rapporti orali». Pareva che lo stesso Cavaliere si fosse fatto «portare una statuetta con un grande pene che chiese alle ragazze di baciare. Le ragazze si facevano toccare da Silvio mentre facevano sesso orale con la statuetta». Ora, la vicenda viene notevolmente ridimensionata, se non proprio catalogata fra le fantasie. Ci si domanda se fosse necessario discuterne in un tribunale. Senza obbligatoriamente cadere nell’oltraggio alla corte, ci si può legittimamente interrogare sulla rilevanza del particolare ai fini della colpevolezza o dell’innocenza dell’esponente politico imputato.
In tempi di spending review sorge più che naturale una certa curiosità sull’utilizzo delle risorse pubbliche all’interno del sistema giudiziario italiano. Sono le tasse che paghiamo noi, in fondo, a sostenere l’amministrazione della giustizia. Fra l’altro, è noto che i tempi lunghi dei procedimenti penali e civili situano il nostro Paese agli ultimi posti della classifica, facendoci meritare le reprimende degli organismi internazionali. E la magistratura che fa? Risponde intrattenendosi su argomenti certamente delicati ma decisamente più appropriati per una clinica urologica. 
L’oggetto lubrico - Eppure, forse ci voleva anche questo. Mancava soltanto un decreto di perquisizione che sequestrasse il presunto oggetto lubrico. A questo punto potrebbero pensarci gli avvocati Niccolò Ghedini e Piero Longo, del collegio di difesa, a portare la statuetta in aula, per chiarire ogni ulteriore dubbio e verificare con apposita perizia - non a spese del contribuente - la consistenza dell’argomento accusatorio. Benché la smentita del maggiordomo si possa già certamente considerare fra gli elementi a favore dell’imputato per concussione e prostituzione minorile, qualche cronista giudiziario presente in aula la considera allo stesso tempo un cattivo presagio, anche se ininfluente dal punto di vista processuale. Già le statuette portano poca fortuna a Silvio, come già la miniatura del Duomo di Milano. Se poi abbassano le pretese è davvero un brutto segno.

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Commenti all'articolo

  • VincenzoAliasIlContadino

    26 Ottobre 2012 - 15:03

    Certo che la Giustizia ha molti suoi Membri mosci che da Giustizialisti hanno tramano contro il cambiamento come se,Berlusconi fosse l'appestato l'untore e pure magnaccia una cosa grave e triste per l il Bel Paese divenuto Pulcinelle e Arlecchino dal'92, per questo che l'Italia è in declino vistosi da 5potenza del mondo a mantenere la Casta della UE con moneta € Apolide che ha solo sfondato le tasche ai suoi 350mln di cittadini con Grecia e Spagna ridotto alla fame.Ergo che ne dicano i promotori,dal proclamatosi“Re Giorgio I”con Fini,Rutelli e Casini,forse suoi ultimi elettori e,farebbe male se Alfano-Berlusconi che non lo mettessero a capo di un Partito:credo che sarebbe un flop colossale,vincerebbe la“scurnacchiata”armata Brancaleone dell'Express Media De Benedetti vero“Padrone del Pd”o non hanno capito che i 58mln sono contrari,poiché ridotti in mutante che solo la Casta l'ama o si vorrebbe prendere per il Cu** il Popolo?

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  • humphrey47

    22 Ottobre 2012 - 23:11

    ....ci sarà la sentenza di questo dibattimento, due sono le cose possibili, o ci sarà una condanna politica , tipo quella dell'Aquila dove hanno condannato sei persone perchè non hanno saputo predire il terremoto, ovvero il futuro !!!!!!Oppure ci sarà un'ennesimo proscioglimento per il Berlusca e il tanto temuto (dai kompagni) travaso di bile per migliaia e migliaia di persone simultaneamente!

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  • gabrichan46

    21 Ottobre 2012 - 08:08

    Come fai a dire che Ruby fu lasciata in mano ad una "prostituta" mica l'hanno portata a casa tua. Scusa forse tu sei un frequentatore abituale delle persone indicate nell'ordinanza. Per Ganibar. Vedo che sei eccitato, ma leggi bene il maggiordomo ha testimoniato che non aveva il pene in erezione, o ti accontenti di poco?

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  • Dalton Russell

    21 Ottobre 2012 - 08:08

    appena scoperto che sua sorella si chiama Mare, sotto casa sua, si è creato un ingorgo. Sono "venuti" in molti per accogliere un così gentile invito. Dalton Russell.

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