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Il professor Marcelletti ucciso

da una dose letale di farmaco

Il professor Marcelletti ucciso
È stata una dose letale di farmaco per il cuore a uccidere il professro Carlo Marcelletti. Lo ha rivelato l'autopsia. Il medico, secondo quanto stabilito dagli accertamenti effettuati e disposti dalla procura di Roma , avrebbe dunque assunto una dose letale di un farmaco che serve a stabilizzare il ritmo cardiaco, la cosiddetta 'digitale'. Il cardiochirurgo è morto mercoledì scorso nella Capitale nell'ospedale San Carlo di Nancy. L'assunzione della digitale emergerebbe dai dati contenuti nella cartella clinica sequestrata dal Pm Elisabetta Ceniccola. La presenza della sostanza nell'organismo di Marcelletti sarà accertata tra una decina di giorni all'esito degli esami tossicologici e chimici disposti in sede di autopsia effettuata oggi dal dottor Antonio Grande il patologo clinico nominato dalla Procura. Dall'autopsia, eseguita nell'Istituto di Medicina Legale dell'Università La Sapienza, sarebbe emerso che lo specialista è deceduto per una insufficienza cardiorespiratoria determinata probabilmente proprio dall'assunzione del farmaco. Si dovrà ora accertare se Marcelletti, profondo conoscitore del farmaco e delle terapie cardiache, abbia assunto consapevolmente una dose massiccia, oppure in preda a una crisi di fibrillazione l'abbia ingerita come terapia.

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Commenti all'articolo

  • gasparotto

    09 Maggio 2009 - 18:06

    Ricapitoliamo: Il prof.Marceletti, stando alle testimonianza si è recato presso l'ospedale romano San Carlo di Nancy in quanto aveva avvertito una aritmia cardiaca, da esperto cardiochirurgo. Vi era giunto con le sue gambe, tanto da essere ricoverato in una stanza dove vi era un altro paziente, che ne ha reso testimonianza. La digitale è farmaco che si usava molto per il cuore in un recente passato, ora molto di meno, soppiantata da altri farmaci. Non credo che in quell'ospedale l'abbiano usata. L'avrà usata lui, ingerendone una dose eccessiva che da sola gli ha procurato la fibrillazione atriale ed in seguito l'arresto cardiaco? Allora perchè è andato al pronto soccorso dell'ospedale? A casa avrebbe avuto mille modi per farla finita con un farmaco , assumendone in eccesso, non necessariamente la digitale. Un'altra considerazione: se c'è sovradosaggio digitalico all'elettrocardiogramma si vede benissimo ed inequivocabilmente. Si poteva agire cercando di evitare il peggio? Chessò seguendone l'evoluzione in terapia intensiva nell'intento di ripolarizzare il miocardio. Forse Marcelletti ha calcolato il tutto! Sono naturalmente illazioni senza nessuna pretesa le mie.Prego Libero di tenerci informati su come evolverà la cosa.

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