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Follia omicida

L'addio di Palermo a Carmela
Il padre: "La violenza alle donne
repressa senza sconto di pena"

Migliaia di persone hanno partecipato ai funerali della diciassettenne sgozzata dall'ex fidanzato della sorella

Denunciati per favoreggiamento un cugino, un amico la madre dell'assassino Samuele Caruso: lo avrebbero aiutato dopo il delitto
L'addio di Palermo a Carmela
Il padre: "La violenza alle donne 
repressa senza sconto di pena"

 

La Procura di Palermo sta vagliando la posizione di un cugino, di un amico e della madre di questo amico di Samuele Caruso accusato dell’omicidio della diciassettenne Carmela Petrucci e del tentato omicidio della sorella Lucia, con cui aveva avuto una relazione. I tre sono stati denunciati per favoreggiamento dalla polizia che ha trasmesso gli atti al procuratore aggiunto Maurizio Scalia e al sostituto Caterina Malagoli, che coordinano l’inchiesta. Per il momento i tre non sono indagati e l’eventuale aiuto che avrebbero fornito a Caruso è tutto da verificare. Nello specifico lo avrebbero aiutato a cambiarsi e a fasciarsi la mano ferita durante l’accoltellamento delle due ragazze. 

Ma oggi è stato il giorno dell'addio a Carmela. Era piena la chiesa di Sant'Ernesto a Palermo dove si sono celebrati i funerali della diciassettenne accoltellata venerdì scorso nel tentativo di difendere la sorella Lucia dall’assalto del suo ex fidanzato. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato un cuscino di fiori e il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri ha annunciato che Carmela sarà insignita della medaglia d'argento al valor civile. All’esterno della Chiesa migliaia di ragazzi hanno voluto portare un pensiero per ricordare Carmela, come alcuni studenti dell’alberghiero "Paolo Borsellino" che recano un mazzo di fiori con un biglietto "Anche se non ti conoscevamo riposa in pace piccolo angelo". Numerose le regie mobili dei principali canali nazionali nella piazza antistante la chiesa. Tra la folla di giovani, anche molti cittadini. Una signora ha esibito un cartello su cui si legge "Assassino hai spezzato le ali di un angelo. Noi donne non siano carne da macello". La donna dice "spero non lo facciano uscire per infermità".

Un lungo applauso ha salutato la bara di Carmela, bianca e ricoperta di rose bianche. La messa funebre è stata officiata dal cardinale arcivescovo di Palermo, Paolo Romeo: "Solo Gesù può ascoltare la nostra preghiera bagnata di lacrime e solo lui può risollevarci e ridare speranza al nostro cuore. La nostra preghiera è per Carmela per Lucia che grazie al sacrificio della sorella riprenderà a sorridere tra qualche tempo. E la nostra preghiera è per la sua famiglia, anche con il nostro silenzio rispettoso e partecipe. Ma la nostra preghiera è anche per Samuele perchè possa intreprendere il cammino del pentimento". Poi l'invito a pregare anche per l'assassino, Samuele Caruso. "Le vittime di questa tragedia -ha aggiunto- non sono solamente Carmela e Lucia, sono state colpite le nostre famiglie, le notte relazioni, la comunità scolastica del liceo Umberto I e l’intera società. Queste tragedie ci accomunano tutti nel clima che le ha generate, c'è una radice comune quando ci volgiamo a considerare insondabile abisso del cuore umano, e nello scegliere tra il bene e il male".

Al termine dell'orazione un cugino della ragazza uccisa ha letto i messaggi dei familiari di Carmela che non se la sono sentita di parlare: "Com'era Carmela? Carmelina era dolce, amava la pace e la serenità, era molto studiosa e ordinata. Il suo sogno era di diventare un medico pediatra. Non le piaceva veder soffrire nessun essere. Sono grato a tutti quelli che ci sono stati vicini. Pregate per Lucia e Antonino. Ciao angelo mio", questo il messaggio della madre Giusi. Lo stesso cugino ha poi letto un messaggio del fratello di Carmela, Antonino: "Carmela era una bambina meravigliosa, era il mio angelo e me l’hanno portata via. Chiedo di pregare per Lucia, un altro angelo, perchè metà di lei ora non c'è più. Chiedo di fare giustizia. Ciao angelo mio". E poi quello del padre Serafino Petrucci: "L'immenso dolore che ci ha colpiti non troverà mai fine. Questo dolore segnerà tutta la nostra vita e i nostri affetti. Ringrazio tutti coloro che ci sono stati vicini". "Spero che nessun padre debba più piangere la morte della figlia uccisa da una mano vile. Auspico che violenza alle donne sia repressa senza alcun sconto di pena", ha affermato ancora il padre della ragazza nel messaggio. 

Ad attendere l’uscita dalla chiesa del feretro di Carmela Petrucci, almeno un migliaio di persone, silenziose e composte, che hanno invaso la strada antistante la chiesa Sant'Ernesto, via Campolo, chiusa al traffico e presidiata dalle forze dell’ordine. All’uscita del feretro, com'era avvenuto al suo ingresso, la folla ha tributato un lungo e fragoroso. Carmela è stata sepolta nel cimitero di Santa Maria di Gesù non prima però di un ultimo abbraccio dei compagni di scuola. Il feretro della 17enne, nel percorso verso il cimitero è stato portato al liceo Umberto I, che Carmela frequentava assieme alla sorella Lucia. Una breve sosta, nello spiazzo antistante l'istituto, dove i compagni di scuola le hanno dato l’ultimo saluto. Anche qui un lungo applauso di insegnanti e studenti ha accolto la bara. Con loro i genitori di Carmela, Serafino e Giusi, circondati dall’affetto e dalla solidarietà dei ragazzi.

 

 

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Commenti all'articolo

  • raucher

    24 Ottobre 2012 - 11:11

    E' lecito supporre che la famiglia sia, come lui ,di bassissimo livello intellettuale, morale ,culturale. Quante ce ne sono dello stesso tipo? Penso tante , basti pensare alle famiglie dei delinquenti della camorra o della mafia che educano i figli , fin da piccoli , alla criminalità.

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  • carlag

    23 Ottobre 2012 - 21:09

    Mi dispiace, non so come esprimere il mio ribrezzo per quello che succede alle donne come sua figlia, e neppure il dolore che se ne prova. Io non sono per la pena di morte, che questo signore avrebbe negli Stati Uniti, ma non tifo nemmeno per quei giudici beceri che a questi personaggi, figli di madre e padri probabilmente dementi e disturbati, danno pene irrisorie. Se fossi in lei, ad una probabile condanna ridicola, risponderei al giudice che sua figlia meriti la stessa fine. Con affetto.

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