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Il porno che fa bene

Video hard fatti in casa
Il ricavato in beneficenza

Nasce il primo sito hot a scopi umanitari: a fondarlo due giovani neolaureati che hanno deciso di sfruttare uno dei mercati più proficui per scopi umanitari

Video hard fatti in casa
Il ricavato in beneficenza

di Francesca D'Angelo

Cosa faccio per il bene del mondo? Una sega». L’agenzia Le Balene non poteva ideare slogan più eloquente per promuovere www.come4.org: il primo sito porno della storia a scopi umanitari. A fondarlo sono due giovani ragazzi freschi di laurea, Marco Annoni e Riccardo Zilli, che un bel giorno si sono chiesti: perché non usare uno dei mercati più proficui del mondo per fare beneficenza? Il metodo è presto detto: tutte le persone, maggiorenni, che amano filmare le proprie gesta sotto le lenzuola (o anche banalmente sventolare urbi et orbi i propri attributi) possono inviare i propri video al sito. Questi verranno caricati on line e saranno abbinati ad alcune richieste di donazioni. I relativi soldi, compresi quelli legati alla pubblicità, verranno interamente devoluti a società umanitarie. 

Così, Annoni e Zilli hanno iniziato a raccogliere fondi on line (il così detto crowdfunding) al link http://it.ulule.com/come4/, contando che il popolo italiano avrebbe sposato la causa. E così è stato: la raccolta è terminata ieri, sfondando il tetto prefissato di 10mila euro. La somma racimolata supera infatti i 15mila euro, per un finanziamento del progetto pari al 155%. L’idea, dunque, diventerà realtà. 

«Abbiamo raccolto un sacco di adesioni e molti si sono proposti per collaborare», racconta a Libero il cofondatore Riccardo Zilli, «settimana prossima inizieremo a organizzare le idee, per essere già operativi in capo a tre - quattro mesi». E per allora non mancheranno le polemiche: la beneficenza a colpi di seghe (per citare lo slogan) è un tantino discutibile. «Per noi non c’è nulla da giustificare nella pornografia: non la troviamo né peccaminosa, né problematica se rientra nei limiti di legge», si difende Zilli, «quindi non usiamo la beneficenza per redimerci la coscienza. Non siamo nemmeno dei fanatici del genere, ma dei semplici, classici, consumatori di porno».

 Nel frattempo, il sito ha già ricevuto la benedizione del pornodivo Franco Trentalance: «Non ci vedo niente di male. I soldi del porno non sono soldi sporchi, come quelli provenienti dalla droga o dalla mafia… Inoltre, visti i tempi, sarebbe più sospetta una donazione politica, che non porno!». 

L’attore ha deciso di sostenere la causa con una donazione «naturale»: è il protagonista del primo film porno della storia realizzato per scopi benefici. Il trailer, visibile su YouTube, è edulcorato ma dà comunque il senso dell’operazione: «Abbiamo realizzato un trailer volutamente becero: volevamo che fosse sconcertante», racconta Lele Panzeri, regista del film e art director de Le Balene. Il quale, a sua volta, ha accettato di curare la comunicazione del sito gratuitamente. Tutti contenti dunque. Persino Tetralance non teme che una tale operazione possa nuocere al mercato del porno, già largamente in crisi a causa del web: «Un sito in più, un sito in meno: non fa differenza. E poi i contenuti sono amatoriali… Credo che alla fine saranno soft o, se espliciti, non mostreranno il volto dei protagonisti». 

Dunque, il porno tenta di sdoganare la beneficenza. O, più furbescamente, il contrario…

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