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La promessa

Monti in Afghanistan: "Militari via dal 2014". Sui marò: "Lavoriamo per portarli a casa"

Il premier visita a sorpresa il nostro contingente a Herat: "Meno presenza militare e più cooperazione economica"

"Dobbiamo rendere l'Afghanistan una democrazia sempre più solida e un pilastro affidabile nella zona del Medio Oriente"
Monti in Afghanistan: "Militari via dal 2014". Sui marò: "Lavoriamo per portarli a casa"

 

Il governo lavora per riportare a casa il grosso dei militari italiani presenti in Afghanistan a partire dal 2014. Lo ha assicurato il premier Mario Monti, che domenica si è recato (a sorpresa) in visita presso il nostro contingente della base Isaf di Herat. L'obiettivo del governo è garantire una "presenza meno vasta" dal punto di vista militare puntando sempre più "sulla cooperazione economica" e sulla "cooperazione di istitution building" per fare dell'Afghanistan una democrazia "sempre più solida" e un "pilastro affidabile" nella zona del Medio Oriente, ha spiegato il premier che si è poi recato a Kabul per un incontro bilaterale con il presidente afghano Hamid Karzai. Il 25 ottobre scorso in un attentato dei talebani a Farah è rimasto ucciso Tiziano Chiarotti, 52esima vittima da quando è iniziata la missione italiana nel 2004.

Caso marò - E sui due marò in prigione in India il premier ha ribadito quanto espresso dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: "Il governo italiano e la diplomazia internazionale non hanno mai smesso di esercitare sforzi congiunti al fine di individuare e perseguire una soluzione che ne consenta il loro rientro in Patria nel più breve tempo possibile". 

 

 

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Commenti all'articolo

  • encol

    05 Novembre 2012 - 17:05

    I nostri soldati devono tornare a casa SUBITO. Basta buttare soldi dalla finestra per nulla ottenere. La germania, tanto forte, provveda lei all'Afganistan.

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