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La storia / 3

"Ho 27 anni di contributi, di cui 4 privato
per unirli vogliono 350mila euro"

 

Un conticino da 353.612 con comode rate da 2.169 euro al mese (per 163 mesi). Insomma, tredici anni e 5 mesi di nuovi versamenti. La storia di I. B. è quasi un brutto sogno dal quale  non riesce a svegliarsi. Ci racconta: «Con 27 anni di contributi (dei quali 4 per riscatto della laurea), nel 2003 ho lasciato l’ente pubblico per lavorare nel privato. Avevo 51 anni, due figli cresciuti, più bisognosi di qualità che di quantità del mio tempo e il desiderio di mettermi alla prova.  Mi sono subito rivolta all’Inps per ricongiungere i contributi, sono stata dissuasa dal farlo, la ricongiunzione era gratuita, se fossi tornata nel pubblico (folle chi lascia!) allora diventava onerosa,  mi conveniva presentare la domanda al momento della pensione. Nel 2009 analogo invito. Delle istituzioni mi sono fidata. Ma nel 2010 la sorpresa: ogni ricongiunzione sarebbe stata onerosa e l’ho scoperto quando nell’ottobre del 2010 mi sono recata presso un patronato per ricongiungere gli anni. L’INPS mi ha mandato il conto: 265.673, 94 euro. Ovvio che posso pagare in comode rate da 2169,40 euro al mese , ma per 163 mesi! Ovvio che ci saranno gli interessi, la somma salirà quindi a 353.612,44. Siamo in molti in Italia, assistiti e confortati in questa situazione assurda dalla infaticabile onorevole Gnecchi. Se i parlamentari fossero tutti attenti come lei . I propositori di questa legge che il Parlamento hanno preso atto dell’errore, la disposizione ha trascinato uomini e donne che nulla c’entravano. L’Inps per i lavoratori elettrici e  del volo e anche per altri, ha interpretato la norma  aprendo i termini per la ricongiunzione gratuita. Beati loro!

Quello che ritengo inaccettabile e incostituzionale è che per avere lo stesso trattamento di chi non ha mai cambiato lavoro devono pagare e pagare somme non indifferenti.

Sono nata nel 1952, la classe più sfortunata, ma non mi lamento di una cosa che riguarda tutti e che è proposta per salvare il Paese, mi oppongo a una ingiustizia come questa. Mi lamento che il ministro Fornero cui ho più volte scritto, non solo non risponda, ma caparbiamente si rifiuti di capire, anche da quando il presidente Mastrapasqua ha ammesso che non vi era alcuna entrata prevista per lo Stato».




 

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