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Il giallo Pipitone

Parla l'ex della sorellastra di Denise
"Jessica voleva fargliela pagare"

La ragazza considerava la madre della bimba scomparsa a Mazara nel 2004 la responsabile della rovina della sua famiglia

Fabrizio Foggi oggi ha confermato in aula quanto messo a verbale nel 2006: "Mi chiedeva di trovare persone anche di malaffare di Mazara per compiere questo danno"
Parla l'ex della sorellastra di Denise
"Jessica voleva fargliela pagare"

Molti "non ricordo" e diverse contraddizioni nella testimonianza nell’aula Paolo Borsellino del Tribunale di Marsala, di Fabrizio Foggia, ex fidanzato di Jessica Pulizzi, imputata principale del processo per il sequestro di Denise Pipitone, la bambina scomparsa il primo settembre del 2004 a Mazara (Trapani). Alla sbarra, anche Gaspare Ghaleb, accusato di false dichiarazioni al pubblico ministero. 

Foggia ha confermato alcune dichiarazioni rese solo dopo la lettura in aula del verbale di un primo interrogatorio in Procura risalente al 14 gennaio del 2006. "Mi sono venute in mente tutte le volte che Jessica diceva che doveva fargliela pagare a Piera Maggio (madre della bambina scomparsa, ndr) perchè 'quella disgraziata' aveva rovinato la sua famiglia - si legge nel verbale - Una volta mi ha detto che voleva bruciare la macchina di Piera Maggio e mi ha chiesto più volte di darle una mano a compiere qualcosa contro Maggio, facendolo passare come una prova d’amore".

"Mi chiedeva di trovare persone anche di malaffare di Mazara per compiere questo danno", ha affermato ancora Foggia, che in aula ha aggiunto: "Non ho mai aiutata Jessica e ho cercato di farle cambiare idea ". A proposito del sequestro della bambina, è stata letta la trascrizione dell’intercettazione ambientale di una conversazione avvenuta tra Foggia e Jessica Pulizzi, risalente all’11 dicembre del 2004 quando i due si incontrarono al panificio Marrone, a Mazara, e poi si allontanarono insieme in motorino raggiungendo un’abitazione di campagna di un amico di Foggia, Salvatore Bonasoro. Nell’intercettazione si sente Jessica dire "purtroppo ci ho provato e ora ammazzo tutti" e Foggia rispondere "anche per errore, 'l'ammazzasti' a quella?". In aula, l’ex fidanzato dell’imputata ha spiegato così quelle affermazioni: "Parlavamo delle galline dello zio Paolo, padre del mio amico Bonasoro. Quel giorno per sbaglio è morta una gallina". 

Sempre in riferimento a quell'ultimo incontro con Jessica, dopo la loro rottura, nel verbale del 2006 Foggia aveva rivelato: "Mentre eravamo sul motore, sono arrivato a chiederle cosa sapesse della sparizione della piccola Denise. Ho insistito ma lei mi rispondeva in maniera evasiva. Jessica mi disse: 'Come ho sofferto io, adesso devono soffrire gli altri'. Le ho chiesto se avesse a che fare con la scomparsa di Denise e Jessica mi ha risposto in maniera evasiva". 

Oggi Foggia ha confermato queste frasi e ha aggiunto: "Questa risposta evasiva mi ha spaventato e siamo andati via. Da allora -ha detto- non ho avuto più contatti con Jessica". Nel corso dell’udienza, il difensore di Jessica Pulizzi, Gioacchino Sbacchi, ha abbandonato l'aula per protesta contro l’esame del pm Sabrina Scarmazzi. "Sono state violate le regole con domande sul pensiero e sull'opinione del teste e non sui fatti", ha lamentato il geale prima di lasciare l’udienza. Il presidente del Tribunale Riccardo Alcamo ha replicato: "Il Tribunale valuterà se le dichiarazioni del teste dovranno essere prese in considerazione alla fine". 

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