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Dramma ricongiunti, le storie di domenica 18 novembre

Per unire le previdenze l'Inps arriva a chiedere centinaia di migliaia di euro. Scrivete a pensioni@liberoquotidiano.it e raccontateci la vostra esperienza

 

 

Libero ha deciso di dare voce a chi subisce il dramma dei ricongiungimenti e di raccontare le loro drammatiche storie. Ecco le cinque di oggi, venerdì 16 novembre 2012.

 

 

L'Inpdap ci trattiene 280 euro dallo stipendio
di Teresa Basilone

Una persona della mia famiglia è incappata in questa spirale pensione-ricongiungimento. Dopo aver lavorato per 17 anni nel privato e 24 come dipendente dello Stato si è visto negare la pensione che aveva richiesto entro il 31-12-2011, non solo, gli è stata negata la validità di un documento con il timbro dell'Inpdap, che attesta che la ricongiunzione è stata conclusa tra il 1993 e il 1997, a costo zero, perché negli archivi dell'Inpdap non si trova la copia. Da dicembre l’Inpdap farà fare direttamente una trattenuta sullo stipendio di 280 euro al mese per 15 anni come se il mio famigliare avesse accettato il ricongiungimento oneroso, cosa che non è avvenuta...anche perché avendo già inoltrato un ricorso, si riteneva che tutto fosse sospeso. Ho interpellato altri esperti sia dell’Inps che dell’Inpdap  e mi hanno detto che i vari impiegati, dirigenti e sottoposti dell’Inpdap di Milano hanno commesso una serie di errori e quindi per non ammetterli  si negano e danno risposte senza significato. Ora siamo costretti ad adire a vie legali...ma quanto ci costerà?

Le rate del ricongiungimento si mangiano la pensione
di Giuseppe Lo Torto

Per i primi 20 anni di lavoro dipendente presso un’azienda privata ho versato contributi all’Inps che, con i relativi interessi alla data di presentazione della domanda di ricongiunzione (25/03/2010), ammontano a complessivi 162.523,21 euro. Per i successivi 20 anni (ed oltre), in qualità di ingegnere libero professionista, ho versato i contributi alla Inarcassa per l’ammontare complessivo pari a 134.182,38 euro. In totale, quindi, in 40 anni (oltre al riscatto degli anni di laurea) ho versato contributi pensionistici pari a circa  300.000 euro. Oggi, per ottenere la ricongiunzione mi è stato proposto un conteggio secondo il quale dovrei versare ulteriori 346.600,31  euro in unica soluzione, ovvero Euro 409.248,99 in 153 “comode” rate (circa 13 anni) da 2.674,83 ciascuna, il cui importo non si discosta molto dall’importo mensile netto della pensione con ricongiunzione. In alternativa mi è stato comunicato che posso ricorrere alla totalizzazione, ma in tal caso l’importo lordo della pensione si ridurrebbe del 45% circa.

Sono diventato uno statale e ho paura per il mio assegno
di Vito

Gentile Direttore, grazie per la voce che sta dando al problema che non tocca solo quelli che attualmente stanno andando in pensione ma preoccupa anche quelli che ci andranno ( forse ). Sono del 1962 e dopo 27 anni di contributi Inps, fallita l’ultima azienda dove ho lavorato, sono passato alle dipendenze dello Stato ( ero in una graduatoria come vincitore di concorso ) e quindi sto versando dal 2010 contributi Inpdap. Quando sono andato al patronato a chiedere cosa fare si sono messi le mani nei capelli: mi hanno detto sei stato sfortunato, devi solo pregare che cambino la legge altrimenti piangerai. Ecco, non vorrei piangere per colpe che non ho! Ma dove ho sbagliato? Dovevo forse rifiutare il lavoro nello stato e metermi a cercare ( a 48 anni)  un lavoro privato che versasse i contributi all'Inps? Grazie e continuate così sperando che qualcuno ci dia una mano.

Deve pagare 265 mila euro per un consiglio dell’Inps

La lavoratrice C. C. ha versato 27 anni di contributi lavorando come dipendente comunale (iscrizione Inpdap), ma nel 2003 è diventata dipendente di un’azienda privata e ha continuato a versare fino ad oggi i contributi (iscrizione Inps). Quando si è rivolta all’Inps per trasferire gratuitamente la sua contribuzione le è stato consigliato di aspettare il momento della pensione. Quando questo è arrivato, però, la ricongiunzione è diventata onerosa e le è stato chiesto di versare 265.673 euro in 163 rate mensili (2.169,90 euro l’una). Intanto, per effetto della legge Monti, è slittato il momento del perfezionamento del diritto alla pensione: non potendo ottenere il trasferimento, la signora figura come dipendente pubblico a causa degli anni di contribuzione all’Inpdap. Per effetto della legge Monti, infatti, la signora subisce uno slittamento della decorrenza della pensione di circa 3 anni e 6 mesi (cioè 1 anno e 10 mesi in più rispetto alla decorrenza cui avrebbe diritto in caso di ricongiunzione verso l’Inps).

 

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