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Il rapimento del cassiere

Berlusconi ora teme ritorsioni:
"Le toghe mi vogliono coinvolgere"

Silvio preoccupato per le mosse dei magistrati per il sequestro lampo di Spinelli: "Indagheranno alla ricerca di qualcosa". Sulla vittima: "Era sconvolto, sotto choc"

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi

 

"Turbamento. Ma anche indignazione. Sentimenti che Silvio Berlusconi ha custodito per più di un mese senza farne parola quasi con nessuno. E non è una delle doti che lo caratterizzano, la discrezione. Segno che stavolta la vicenda, il sequestro-lampo del ragionier Spinelli, era parecchio delicata. Troppo per condividerla con amici e dirigenti di partito, incontrati a Roma, ad Arcore o in Kenya in queste ultime settimane. Pure ieri il Cavaliere ha preferito mantenere integro il muro del silenzio. In mattinata era stato sfiorato dall’idea di tenere una conferenza stampa per fornire la propria versione. E non lasciare ai taccuini solo il verbo dei magistrati della procura di Milano. Poi ha seguito il consiglio di chi gli suggeriva di mantenere un profilo basso. E ha lasciato che fosse l’avvocato Niccolò Ghedini a ricostruire i dettagli del sequestro nella versione berlusconiana", spiega Salvatore Dama su Libero di martedì 20 novembre. Ma ora il Cavaliere è preoccupato per le mosse dei magistrati. Silvio teme ristorsioni, e ai suoi fedelissimi spiega: "Le toghe indagheranno alla ricerca di qualcosa. Proveranno a coinvolgermi, sicuramente, come hanno sempre fatto". L'ex premier, conferma, ha incontrato la vittima, il cassiere Spinelli, ad Arcore. L'incontro è avvenuto subito dopo il rapimento: "Giuseppe era sotto choc - ha spiegato Silvio -. Era davverso sconvolto".

Leggi l'approfondimento su Libero di martedì 20 novembre

 

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Commenti all'articolo

  • unilong

    21 Novembre 2012 - 17:05

    Una volta la cronaca rosa, una volta la cronaca nera continuano a portarci al centro dell'attenzione colui che, ne sono certo, anche dopo la sua inevitabile scomparsa, continuerà ad aleggiare per secoli sugli umani come Nosferatu. Certo che di cose strane gliene sono successe o direttamente o indirettamente tramite i suoi "amici"e sodali. Tanto per citarne solo alcune: una volta si è trovato in casa a sua insaputa un giardiniere-stalliere, noto "eroe mafioso" raccomandatogli da un suo amico fondatore del suo partito, sfigatamente poi condannato in due gradi di giudizio per collusione con la mafia; ha nominato ministro (e stava addirittura per farlo "..della giustizia") un amico corruttore di giudici conclamato, poi condannato addirittura in tre gradi di giudizio; una volta a suo dire gli avevano messo una microspia in casa, mai trovata; un noto giornalista suo amico ed ammiratore ha denunciato un attentato frutto “del clima di odio” effettuato da un attentatore inesistente (il fatto è

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  • Renatino-DePedis

    21 Novembre 2012 - 15:03

    prova a digitare la parola escort su un motore di ricerca, poi potremo discutere sul significato che la parola evoca, e in tutto il mondo. provaci, per favore, e vedrai la bella sorpresa che riceverai...

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  • ciannosecco

    21 Novembre 2012 - 15:03

    Anche la parola escort,comunemente nel mondo non significa troia,come qualche coglione sinistroide crede. La prossima volta,quando leggi uno di questi idioti,prova ad intervenire.

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  • Renatino-DePedis

    21 Novembre 2012 - 14:02

    magari se silvietto non riuscirà a cambiare le leggi a suo favore (per esempio la depenalizzazione del falso in bilanci, o il legittimo impedimento, i le rogatorie internazionali ecc ecc.), questa volta sarà condannato e il reato non sarà prescritto, come nel caso del lodo mondadori. te lo ricordi? è quello nel quale a lui il resto venne prescritto (nota bene PRESCRITTO non prosciolto), mentre i suoi legali vennero condannati, e in via definitiva, per avere CORROTTO un giudice. ma ti ripropongo una parte di quello che il compagno Sallusti ha scritto pochi giorni fa: "Roberto Castelli, politico di razza (padana), addirittura laureato in ingegneria, che vanta una biografia di notevole profilo. Basti pensare che è stato guardasigilli per cinque anni, dal 2001 al 2006, evitando con cura di inquinare  la giustizia con riforme, rispettandone quindi la vecchia struttura, garanzia di efficienza, rapidità e, soprattutto, equità di giudizio."

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