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Brunetta sui salari da fame:

Premiare chi lavora di più

Brunetta sui salari da fame:
 "E' così da dieci anni". Comincia così la risposta del ministro Renato Brunetta alla classifica Osce che ha visto l'Italia in fondo alla lista dei paesi europei per i salari. La 23esima posizione, su 30, assegnata all'Italia spiega Brunetta "è legata al fatto che in questo Paese la produttività non è cresciuta abbastanza e il reddito prodotto è andato più a vantaggio dei profitti che dei salari, ma non solo: molto dipende anche dal boom del lavoro atipico e flessibile che per definizione ha una minore remunerazione. Negli ultimi dieci anni gli occupati sono cresciuti di 2,5 milioni di unità. La produttività non è aumentata e la stessa ricchezza è stata divisa per un numero maggiore di persone. Dunque è un problema strutturale". LA soluzione per questa situazione per il ministro è chiara: "Pagare meglio chi lavora di più. E dunque incentivare il merito. È quello che sto cercando di fare nella pubblica amministrazione destinando il 50% delle risorse al 25% dei dipendenti meritevoli". Ci sono grossi ostacoli però alla realizzazione delle idee di Brunetta come lui stesso spiega: "È la contrattazione collettiva che blocca qualunque sistema per premiare il merito e la maggiore produttività".

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Commenti all'articolo

  • Lumenovic

    19 Maggio 2009 - 08:08

    Egregio ministro, caro a molti italiani, sei il nostro idolo, il tuo pensiero è come il mio, da decenni porto avanti il tuo motto, e solo ora mi rendo conto di non essere l'unico. Era ora che tu e la Gelmini, due grandi rivoluzionari venissero allo scoperto. Buona fortuna !!!

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