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Affari sotto l'albero

Natale di crisi, ma non sempre: oro, viaggi, Ferrari e vino, regali di lusso a prezzi di saldo

Sconti fino al 55% su automobili, motociclette e orologi: ecco su cosa puntare

Natale di crisi, ma non sempre: oro, viaggi, Ferrari e vino, regali di lusso a prezzi di saldo

di Roberta Maresci

Meno 20, 30 e anche 55 per cento. Automobili, motociclette, quadri, orologi, libri, penne e viaggi a prezzi scontati, in attesa dei saldi. Sono gli espedienti della crisi: nel nome delle festività, dei doni e del vecchio trucco della carota che seduce l’asino. Che porta a lavorare a tutte le ore che Dio comanda, per guadagnare tanto denaro e ottenere quanto si può avere. Un sogno, sembra, in un Natale di austerity, con pranzo in famiglia e spesa più responsabile e più razionale. Anche se i regali sotto l’abete sono ancora soprattutto in vetrina, meglio puntare al non plus ultra, regalare qualcosa che domani darà un rendimento e togliersi uno sfizio scontato in molti casi del 20%, tanto quanto il costo dell’Iva che quest’anno il commerciante s’impegna a pagare, sotto forma di tasse. 

La Confesercenti, che vede la data del 5 gennaio come troppo vicina e non adeguata a vendite che dovrebbero essere di fine stagione, lancia il suo j’accuse contro gli sconti sottobanco. Eppure il lusso non conosce crisi: arte e diamanti sono investimenti per eccellenza. Gli indici delle stampe rare sono cresciuti in maniera impressionante: per esempio, il GB30 Rarities Index©, ossia la collezione delle 30 stampe più ricercate del Regno Unito, è aumentato del 38,6%. Anche in casa nostra, i libri antichi hanno il loro mercato: la Libreria Editrice Goriziana, ad esempio, nel corso della Fiera del Libro a Milano ha venduto una prima edizione dei Promessi Sposi del 1825 a 4500 euro. «Tempo cinque mesi e lo stesso volume viene proposto sul nostro sito a 5500 euro», dice Federico Ossola, antiquario, titolare dell’omonima libreria. «Vero è che investire nell’arte è meno rischioso che in Borsa: nel senso che nessuna opera d’arte è crollata quanto è accaduto per  alcuni titoli», ha detto il critico d’arte Philippe D’Averio. «Naturalmente è un investimento a lungo periodo; adesso si compra bene e rispetto al mattone “non mangia”, cioè non ha costi, uno se lo gode e al contempo non ha altre spese», ha dichiarato Paolo Capozzi, uno degli amministratori della casa d’asta Boetto di Genova. Il punto è un altro: come fa un italiano medio ad acquistare dei beni di lusso e allo stesso tempo a mantenere la famiglia? Paga a rate. È certo. «Chi beve champagne a pranzo e cena c’è sempre, ma in questa fase è bene che il signor Mario Rossi sia cauto nell’investire in quadri, vini, monete o violini», dice Primo Mastrantoni, segretario Associazione per i Diritti degli Utenti e dei Consumatori (Aduc). Per l’arte, gli esperti prevedono un ritorno del figurativo, mentre il contemporaneo cresce in modo esponenziale. Preferite l'Ottocento? È un diesel. «Però occorre smentire la voce che il mercato dell’arte sia alternativo a quello finanziario, va male l’uno quando va male l’altro. Se si aggiunge il rischio dei falsi o delle croste vendute come opere d’arte - conclude Mastrantoni - il guadagno sta solo nel godimento estetico». Vallo a dire alla signora che ha comprato un quadro in un mercatino delle pulci in Virginia per 7 dollari; incuriosita più dalla cornice rococò che dal paesaggio, arrivata a casa ha strappato la carta sul retro per smontare la tela e ha scoperto Paysages board de Sein di Pierre-Auguste Renoir, valore centomila dollari. Storia simile a quella di Leroy, che ha comprato un quadro a 3 dollari per ricavarne 190.000, scoprendo in internet che il dipinto risaliva al 1650 ed era di scuola fiamminga. Cose che non capitano tutti i giorni, d’accordo. Anche il comparto dei preziosi si conferma rifugio di natura anticiclica: l’oro è cresciuto del +144,4% e l’argento del +218,2%. Il gioiello poi, combina le caratteristiche dell’investimento in oro e di quello in opere d’arte, configurandosi come un beni rifugio d’eccellenza. Preferite le automobili? «Nel primo trimestre di quest'anno, Ferrari -51,5% rispetto al pari periodo del 2011, e Maserati -70%», secondo il presidente di Federauto, Filippo Pavan Bernacchi. Vi piacciono le due ruote? Se d’epoca stanno decollando. 

Corre lungo la via del sorpasso anche l’Harley Davidson: in Svizzera, da gennaio a ottobre di quest’anno, sono state immatricolare 3513 nuove motociclette, contro 3247 del 2011: perché sono stati abbassati i prezzi di vendita, anche del modello più amato, la Sportster Forty-Eight. Gradite il custom? Si può: buttandosi sui marchi dell’hard luxury, da Gucci a Montblanc, da Montegrappa a Parker che, quest’anno, ha stupito tutti invertendo la rotta: sì al modello in special edition, ma non di lusso. Così Parker ritorna ai modelli biro classici proponendo la celebre penna Jotter personalizzata, al prezzo democratico di 20 euro. Anche l’orologio è un bene il cui valore sfugge alle mode, aumentando col trascorrere del tempo, soprattutto se scegliete Patek Philippe, Rolex, Audemars Piguet, Omega e Cartier che rappresenta 5 miliardi di euro all’anno (contro i 25 di tutto il settore, d’epoca e moderno). Se invece siete tra gli italiani che desiderano più di ogni altra cosa i viaggi, risparmiate fino al 70% con Groupon, LetsBonus, Hotels o Lastminute. A chi piacciono le crociere, dopo il Giglio, Schettino ha speronato i prezzi tanto che per Capodanno (7 notti, volo, escursioni incluse) MSC propone il Mar Rosso da 499 euro, Grimaldi Lines diretta a Barcellona (6 giorni) costa 399 euro (contro i 409 del 2011, quando la minicrociera durava 5 giorni), mentre una crociera di 8 notti firmata Royal Caribbean nei Caraibi occidentali, partenza il 24 dicembre da Fort Lauderdale e diretta verso Haiti, Giamaica e Messico, è diminuita di 199 euro (1075 euro contro 1274). Occasioni da prendere al volo, magari brindando con la versione da supermercato dello Champagne Pommery, secondo marchio più venduto al mondo, che quest’anno debutta nella grande distribuzione con la confezione Happy Hour a 38 euro. E, a chi non piacciono le bollicine, cincin con un Barolo da bere e non da collezionare di Gianni Gagliardo. 

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