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paura in Liguria

Lerici, rapito il figlio di imprenditore
Lo hanno portato via 4 uomini armati

Tornano i sequestri. Andrea Calevo è l'erede di un gruppo di aziende edili in provincia di La Spezia. I malviventi hanno svuotato la cassaforte. Il bottino magro li ha convinti a rapire il ragazzo

Tanta paura per la madre che ha aperto la cassaforte e dopo essersi liberata ha dato l'allarme
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Andrea Calevo
Tanta paura per la madre che ha aperto la cassaforte e dopo essersi liberata ha dato l'allarme

Tornano i sequestri. Un imprenditore spezzino è stato sequestrato ieri nella zona di Lerici, in provincia della Spezia. Sul caso si stanno investigando i carabinieri del Ros, coordinati dalla Dda di Genova. Sull'identità della persona sequestrata e la modalità del rapimento è stata mantenuto il più stretto riserbo a garanzia della sua stessa incolumità. Ma ad essere sequestrato sarebbe Andrea Calevo, 30 anni, erede del gruppo specializzato in commercio e consulenza nel settore dell'edilizia. Quattro uomini a volto coperto e con pistole spianate hanno fatto irruzione nella villa dell'imprenditore. I banditi dopo aver costretto la madre di Calevo ad aprire la cassaforte, hanno messo le mani sul contenuto: 3mila euro in contanti e gioielli. Gli investigatori sono convinti che la banda armata contasse su un bottino ben più consistente. A lanciare l'allarme è stata la madre di Andrea Calevo che è riuscita a liberarsi e chiamare i carabinieri. Si pensa che i rapitori siano di origine straniera. Intanto l'auto dell'uomo è stata ritovata nel fiume Magra. I sommozzatori stanno lavorando per cercare indizi e tracce che possano poratre a Calevo ai rapitori. E' stato anche ritrovato il cellulare del giovane imprenditore a nove chilometri dal luogo del rapimento, in località monte Marcello.

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Commenti all'articolo

  • Il_Presidente

    18 Dicembre 2012 - 12:12

    io espellerei a calci anche chi getta una cartaccia per terra. E il fatto che alcuni lavorino, non è garanzia di sicurezza. Molti di questi pezzenti immigrati "arrotondano" le magre paghe degli sfruttatori (gli unici a beneficiare dell'immigrazione) nei modi piu'disparati ed illegali. Impossibile col carovita che un morto di fame slavo si paghi tutto, vizi comopresi, col lavoro.

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  • Il_Presidente

    18 Dicembre 2012 - 12:12

    ci siamo aperti, in nome della patetica e assurda multietnicità forzata, ala peggior feccia migrante del globo. Africani e rumeni in primis, la peggio melma. Li vedi in giro con aria di sfida, rozzi, menefreghisti di qualsiasi legge e civismo, rumorosi, arroganti... pretendono di essere aiutati. Poi per arrotondare, sapendo di essere protetti dal maledetto sistema buonista antirazzista, delinquono a tutto spiano. Cos'hanno da perdere? Sempre giustificati e scusati dall'opinione pubblica e dalla magistratura...poverino,povarello, aveva fame, vittima del razzismo. La colpa è del sistema che non sa integrarli! Ma ci hanno mai chiesto se tale feccia la vogliamo integrare o soltanto far entrare in casa nostra? E intanto le vere risorse, laureati,tecnici,imprenditori,gente perbene espatriano, sostituite da beoni "colorati", slavi selvaggi, zingari, straccioni e terzomondisti senz'arte nè parte che ti ammazzano per pochi euro o per una catenina. Maledetta, maledetta immigrazione.

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  • laghee

    17 Dicembre 2012 - 17:05

    "Il bottino magro li ha convinti a rapire il ragazzo" A questo punto lo stato faccia una legge che obblighi chi ha in casa una cassaforte a tenerla sempre piena di denaro e oro. Giustamente, i poverini non possono attivarsi in quattro per pochi spiccioli !

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