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Andrea Muccioli contro i Moratti:
vi dico perché ho lasciato S.Patrignano

Un anno e mezzo dopo il figlio del fondatore della comunità si scaglia contro la famiglia di imprenditori: sono stato vittima di un complotto"

Andrea Muccioli e Letizia Moratti

Andrea Muccioli e Letizia Moratti

Andrea Muccioli contro i Moratti (letizia e Gianmarco). A più di un anno e mezzo dalle dimissioni da tutti gli incarichi nella comunità di San Patrignano fondata da suo padre Vincenzo, Andrea Muccioli, spiega i motivi per cui ha lasciato la struttura di Coriano (in provincia di Rimini). Lo fa dalle pagine di Facebook, con un lungo post in cui spiega la sua versione dei fatti senza mai citare esplicitamente la famiglia milanese: "I ricconi frustrati che conosci hanno deciso di espropriare la comunità con un semplice ricatto: il posto dipende dai nostri soldi, o te ne vai via tu o noi interrompiamo immediatamente i finanziamenti e voi dovete chiudere nel giro di un mese. Un complotto preparato da tempo, rallentando il flusso delle donazioni per creare un bel buco e dare al momento opportuno la colpa a me", scrive Muccioli in risposta ad un ex ragazzo di San Patrignano che, come altri, gli aveva chiesto conto del suo addio.

 

Andrea smentisce la storia sexcondo cui ci sarebbero state delle divergenze sulla gestione i bilanci di San Patrignano tra il figlio del fondatore e la famiglia di Letizia e Gianmarco Moratti, principale finanziatrice della comunità. Il figlio del fondatore di San Patrignano va oltre e aggiunge che: "La scusa ideale - è stata la famosa casa, quella che hanno fatto vedere ai giornalisti raccontando che ero fuori di testa e mi volevo costruire una reggia, dimenticandosi che per sette anni loro erano lì, a progettarla insieme a noi, ad arredarla con i loro architettio. Mi sono sacrificato per provare a dare un'altra chance alla comunità. Ho rifiutato soldi e favori da parte dei ricconi, perchè per avere sicurezze economiche per la mia famiglia avrei dovuto rinnegare la verità e affermare davanti a tutti che non c'era stato nessun complotto, che loro, i padroni, erano i continuatori ideali dell'opera di mio padre, che i loro dieci scagnozzi erano il gruppo dirigente ideale per la continuazione".

 

Nel suo lungo post sul suo profilo Facebook, Muccioli scrive: Se avessi voluto arricchirmi, o una vita di agi o di potere, non avrai mai fatto la vita che ho scelto, perché avendo vissuto accanto a mio padre per tanto tempo sapevo ciò che sceglievo. Io ho la coscienza a posto e l'animo tranquillo di chi si è sempre comportato con trasparenza e onestà", "anche a 48 anni, senza lavoro, con un affitto da pagare e dovendo chiedere a mia madre un aiuto economico per mandare avanti la mia famiglia". Muccioli spiega che è il posto è stato tradito nel suo spirito, che "sono state dette troppe falsità ai ragazzi solo per difendere una squallida scalata al potere. Troppa malafede per costituire le presunte nuove basi di una rinascita. Infatti hanno avuto bisogno di confezionare l'eretico da bruciare in piazza tra gli applausi della folla".

 

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