Cerca

I cervelli che emigrano

Lavoro, laureati in fuga: via dall'Italia 5mila ogni anno

Lavoro, laureati in fuga: via dall'Italia 5mila ogni anno

Prima la laurea. Poi la fuga da un Italia dove il lavoro non esiste, o quasi (e gli ultimi drammatici dati sulla disoccupazione lo dimostrano). Ogni anno migliaia di neolaureati lasciano il Belpaese per andare alla ricerca di un impiego all'estero. Spinti dall'idea di poter avere un futuro migliore, i giovani sono attratti da Paesi in grado di offrire contratti di lavoro stabili, magari a tempo indeterminato, o comunque almeno un lavoro qualificato.

La testimonianza - In tempi di crisi e vacche magre i giovani cercano affannosamente qualche garanzia, un futuro che offre qualche prospettiva. E così circa 5mila studenti, ogni anno, spostano gli orizzonti della loro ricerca fuori dallo Stivale. Tommaso Dalla Massara, docente di Diritto Romano nell'università di Verona, spiega al settimanale L'Espresso: "A chiederci opportunità per fuggire sono i più ambiziosi, i più capaci. Dove potrebbero trovare le stesse occasioni?". 

L'esodo - Ma quali sono questi Paesi in cui i neolaureati trovano così tante occasioni nel mondo del lavoro? Al primo posto c'è il Regno Unito (dove si rifugia il 16,7% di chi cerca un impiego), seguito da Francia (15%), Germania (12%) e Svizzera (11%). Sono numerose anche le fughe verso gli Stati Uniti e il Belgio (7,3%).

I guadagni - Il nostro capitale umano con la più alta formazione specialistica vede nei Paesi stranieri un futuro e delle certezze che qui, semplicemente, non sono garantite. Mentre infatti in Italia a cinque anni dalla laurea si guadagnano mediamente 1500 euro, in Inghilterra, Germania, Francia o Belgio se ne guadagnano circa 2300, con anche garanzie di incremento dei guadagni e di contratti a tempo indeterminato. L'Italia detiene quindi un record di richieste di lavori all'estero, guadagnando il secondo posto nella classifica della fuga di cervelli, superata solo dalla Spagna. Parlano le cifre: dal Belpaese 190.497 persone hanno pubblicato il loro curriculum su "Eures", il portale europeo del lavoro (davanti, come detto, solo la penisola iberica con 322.698 cv).

Quanto ci costa chi fugge? - La maggior parte dei laureati che scappano in cerca di un futuro migliore sono ingegneri (24%), seguiti dagli studenti di Lingue e Letterature Straniere (17%), dagli economisti (15%) e infine dai laureati in settori politico-sociali (il 13%). Nell'inchiesta de L'Espresso viene poi calcolato che per la formazione completa di ogni laureato la spesa media è di 34.950 euro; insomma a noi la spesa, al Paese che li assume il guadagno. Facendo qualche calcolo viene fuori che perdere questi talenti costa allo Stato circa 175milioni di euro e che portano profitti alle aziende estere che li assumono; medici, tecnici, ingegneri e ricercatori, tutti cervelli in fuga che vanno ad applicare la formazione che hanno ottenuto in Italia, in altri Paesi. 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • italovero

    01 Marzo 2014 - 11:11

    Si esportano laureati e si importano terroristi islamici,spacciatori albanesi,stupratori e ladri rumeni e compagnia cantante...

    Report

    Rispondi

    • desmo1n

      06 Settembre 2014 - 21:09

      Caro ignorante i laureati sono anche stranieri.

      Report

      Rispondi

  • altea83

    01 Marzo 2014 - 10:10

    Mauro e Laura sono perfettamente d'accordo

    Report

    Rispondi

  • capitanuncino

    01 Marzo 2014 - 09:09

    Mia figlia se ne è andata da tempo da questo paese delle banane.A 10 giorni dalla laurea,ha trovato lavoro presso la slumberger,società attiva nelle prospezioni geologiche per la ricerca degli idrocarburi.In due anni ha già girato mezzo mondo e si è comprata casa fuori dall'Italia.Quando fece domanda di lavoro presso società italiane del settore le risposero che non c'era lavoro.Vero che i cervelli scappano alla grande.Reale è che importiamo merda straniera DA 4 SOLDI.

    Report

    Rispondi

  • milibe

    01 Marzo 2014 - 07:07

    condivido perfettamente quanto postato da Laura.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog